Rifiuti a Bellinzona: la destra minaccia il referendum

IL CASO

Il quasi raddoppio della tassa base non va giù al gruppo Lega dei ticinesi-UDC in seno al Legislativo cittadino che non esclude la raccolta firme contro la misura decisa dal Municipio

Rifiuti a Bellinzona: la destra minaccia il referendum

Rifiuti a Bellinzona: la destra minaccia il referendum

«Per non essere obbligato ad aumentare le imposte, che sono già le più alte di tutte le città del Cantone, il Municipio mette in atto una manovra cosmetica, in modo da nascondere la sua incapacità di amministrare saggiamente la Città. Se questa dovesse essere la scelta della maggioranza del Consiglio comunale, valuteremo seriamente il lancio di un referendum». Il gruppo Lega dei ticinesi-UDC in seno al Legislativo di Bellinzona non ci sta e, alla luce delle prime misure annunciate ieri riguardo la revisione della spesa per contenere il disavanzo 2022 e quelli futuri, non esclude di raccogliere le firme per far esprimere la popolazione alle urne.

Il Municipio «a trazione PLR-PS ha deciso di sfruttare le disposizioni federali e cantonali (non imperative!), che prevedono la copertura totale dei costi di smaltimento dei rifiuti attraverso la tassa base e le altre tasse (sacco, verde, eccetera), per colpire con una stangata le cittadine e i cittadini contribuenti». Nel 2018, si osserva nel comunicato stampa diffuso oggi, «con la scelta di fissare la tassa base a 80 franchi il Municipio aveva calcolato di raggiungere un grado di copertura indicativo del 77%, per poi tendere verso il 100% nel medio-lungo periodo (quindi ben difficilmente entro tre/quattro anni). Tutto questo però senza fornire una visione e degli obiettivi chiari, aggiungiamo pure anche dei risultati a supporto delle scelte, senza tangibili tentativi di ridurre i costi proponendo anche delle modifiche nei servizi. Ora il Municipio acriticamente afferma di essere obbligato a coprire l’intero costo di smaltimento dei rifiuti (senza più il contributo della Città) già a partire dal mese di gennaio. Una decisione – va detto – apparentemente in linea con quanto richiesto dalla legge, ma che avrebbe potuto essere raggiunta diversamente e in modo graduale, dimostrando maggiore sensibilità verso quella fascia di popolazione più in difficoltà anche a causa della pandemia. La copertura del 100% delle spese può essere raggiunta anche aumentando il costo dei sacchi e tassando così chi produce più rifiuti e non tutti allo stesso modo. Invece è stata fatta la scelta più banale, ma questo non è far politica».

Secondo la destra «coerentemente e onestamente le imposte dovrebbero così diminuire alla luce del cospicuo risparmio ottenuto. In altre parole il moltiplicatore d’imposta dovrebbe scendere dal 93% al 91%. In questo modo si realizzerebbe il principio della neutralità fiscale: aumento delle tasse = diminuzione delle imposte. Invece no. Con questa manovra spregiudicata, il Municipio utilizza questo nuovo balzello ai danni della gente per coprire i buchi di bilancio cagionati dalla sua gestione scriteriata degli ultimi anni, dove i sorpassi di spesa e una gestione approssimativa nel suo insieme hanno continuato a generare spese, spesso neppure preventivate e approvate».

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