Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli

Al centro biaschese per richiedenti l'asilo ha baciato e toccato due bimbe curde

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli
La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli

La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli
La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli

La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli
La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

Rifugiato condannato ad un anno per atti sessuali su fanciulli

La presidente della Corte ha definito il crimine odioso.

BIASCA - Un anno di prigione sospeso con il beneficio della condizionale e l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di cinque anni è la condanna che la Corte delle assise criminali di Riviera in Lugano (senza assessori giurati) ha inflitto ieri ad un rifugiato tunisino di 26 anni per atti sessuali con fanciulli (due bambine curde ospiti come lui del centro di Biasca) e uso di droga (spinelli).Così si è infine conclusa ieri la squallida storia del sedicente rifugiato, sedicente perché tutt'ora privo di documenti, che è stato scarcerato dal profilo penale ma che resta in prigione a titolo amministrativo fino all'espulsione. Scriviamo infine perché il processo si è aperto alla fine di luglio e lo si è potuto chiudere solo alla metà di ottobre, per un problema di traduzione evidenziato quando si era già in aula dall'avvocato difensore Lucrezia Serafino.

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