Rissa tra giovani: si cercano l’arma e il movente

IL CASO

Giubiasco, gli inquirenti sono al lavoro ininterrottamente per chiarire quanto capitato in via Linoleum - L’alterco sarebbe scoppiato per questioni di soldi - Un terzetto ha affrontato l’altro e poi è spuntato un oggetto contundente, verosimilmente una mazza

Rissa tra giovani: si cercano l’arma e il movente

Rissa tra giovani: si cercano l’arma e il movente

Gli inquirenti sono al lavoro dal primo pomeriggio di ieri, ininterrottamente. Bisogna chiarire quanto capitato mercoledì, verso le 11.30, in via Linoleum a Giubiasco. L’ennesima rissa dall’inizio dell’anno in Ticino che stavolta ha coinvolto ben sei persone, di età compresa fra i 19 e i 28 anni, tutte residenti nel Bellinzonese. Quanto successo si sta man mano delineando a seguito degli interrogatori condotti dalla Polizia cantonale.

Restano però dei tasselli del mosaico ancora da porre. In particolare, stando a quanto da noi appurato, non è ancora stata trovata l’arma con la quale è stato ferito alla testa il 21.enne cittadino svizzero. Il Ministero pubblico nel comunicato stampa trasmesso stamattina ai media parla, verosimilmente, di un «oggetto contundente». Come abbiamo riferito già ieri sera, si tratterebbe di una mazza.

Occorre, inoltre, stabilire anche il movente. L’alterco sarebbe scaturito per questioni di soldi. Non si sa, al momento, se si trattava di un prestito o di un debito legato ad altro. Fra le ipotesi di reato - oltre a quelle ben più gravi di tentato omicidio, lesioni gravi, subordinatamente semplici, aggressione e rissa - figura infatti anche la contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Toccherà all’inchiesta coordinata dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier assemblare tutti i pezzi del puzzle per avere un quadro chiaro dei motivi del litigio.

I sei partecipanti alla rissa erano divisi equamente. Tre da una parte e tre dall’altra. Dopo alcune telefonate minacciose e numerosi epiteti, si è purtroppo passati ai fatti. Si sono dati appuntamento per regolare le cose? Oppure un gruppo si è messo sulle tracce dell’altro? A queste ed altre domande gli inquirenti sperano di ottenere una risposta confrontando le versioni dei giovani. Detto del 21.enne (è sotto osservazione in ospedale, ma la sua vita non sarebbe in pericolo), gli altri sono un 28.enne cittadino svizzero, un 26.enne colombiano, un 21.enne svizzero, un 20.enne italiano e un 19.enne elvetico. Al giudice dei provvedimenti coercitivi il compito di confermare o meno l’arresto del sestetto nelle prossime ore.

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