La Posta

Roberto Cirillo: «Dobbiamo darci una mossa»

Il ticinese e nuovo direttore del gigante giallo traccia un primo bilancio da quando è entrato in carica - Nuovi posti di lavoro a Bellinzona

Roberto Cirillo: «Dobbiamo darci una mossa»
Il nuovo direttore della Posta Roberto Cirillo. (Foto Archivio CdT)

Roberto Cirillo: «Dobbiamo darci una mossa»

Il nuovo direttore della Posta Roberto Cirillo. (Foto Archivio CdT)

CADENAZZO - Dallo scorso mese di aprile Roberto Cirillo, ticinese di 48 anni, è alla guida della Posta e in occasione della conferenza stampa tenuta nel nuovo centro pacchi di Cadenazzo volge lo sguardo al periodo trascorso sin qui.

Al suo arrivo Cirillo aveva promesso che nei primi mesi avrebbe incontrato e ascoltato i collaboratori in tutta la Svizzera e in tutte le unità del gruppo. Si era impegnato inoltre ad aprirsi al dialogo con i clienti, la politica e la popolazione. Queste promesse le ha mantenute tutte. Oltre a incontrare clienti e dialogare con le autorità politiche, il nuovo CEO ha svolto una trentina di visite, recandosi nelle filiali, nei centri pacchi e nei centri lettere e persino sulla porta di casa dei clienti, quando ha consegnato la corrispondenza. «Sono stato testimone dell’entusiasmo e delle perplessità dei collaboratori. Ho lavorato insieme a loro, li ho ascoltati, ho dialogato con loro e fatto domande».

Non si può riposare sugli allori
Per Roberto Cirillo era importante scoprire il patrimonio genetico della Posta, i suoi punti di forza. «Ho scoperto una Posta moderna e innovativa», afferma Cirillo, spiegando che l’azienda è profondamente radicata nella vita della popolazione svizzera. «Una delle nostre carte vincenti è sicuramente la nostra rete, con gli addetti al recapito e le filiali. È unica in Svizzera: chi altro infatti è presente quotidianamente sulla porta delle case di tutto il Paese?». E poi la Posta vanta un ampio spettro di competenze logistiche. «Ho scoperto una Posta dedita al 100% al servizio pubblico» e afferma che tutto questo crea eccellenti premesse per il futuro. In queste settimane Roberto Cirillo ha sottoposto l’azienda a un’analisi approfondita che non si limitasse a prendere in considerazione singoli ambiti come PostLogistics, PostMail o la rete delle filiali. «Abbiamo sfruttato il tempo a disposizione per elaborare una ‹visione globale› della Posta, trasversale a tutte le unità», spiega. La conclusione è inequivocabile: «Se oggi non facciamo nulla, tra dieci anni non saremo più in grado di finanziare il servizio universale di tasca nostra». Roberto Cirillo sa che la Posta si trova all’inizio di un cammino impegnativo, ma l’obiettivo gli è chiaro: «Dobbiamo mantenere la nostra rilevanza per la popolazione e le aziende svizzere. Solo così la Posta sarà anche in futuro un elemento cruciale dell’identità della Svizzera moderna».

La nuova strategia dovrà indicare la via da seguire
Per elaborare la strategia valida dal 2021, Roberto Cirillo intraprende nuove strade: «Non lavoriamo alla strategia in una torre d’avorio». Ha infatti creato un gruppo di lavoro formato da collaboratori che hanno per lo più tra i 30 e i 40 anni e non appartengono solamente ai quadri superiori. «Sono pronti a immaginarsi qualcosa di nuovo, a uscire dalla loro zona di comfort, a rompere gli schemi. Per me è importante pensare al futuro e per farlo abbiamo bisogno anche delle idee dei più giovani alla Posta: è con loro che stiamo sviluppando la strategia valida a partire dal 2021». Roberto Cirillo accenna ai lavori in corso, ma spiega chiaramente che il processo strategico non è ancora concluso e che i diversi scenari possibili saranno sottoposti alla Direzione del gruppo, al Consiglio di amministrazione e infine anche alla proprietaria, la Confederazione.

Ultimo miglio: una Svizzera digitale e soluzioni trasversali
«Alcune idee sono a portata di mano», afferma Roberto Cirillo. «Prendono in considerazione le nuove esigenze della società e dell’economia e le loro conseguenze sulla logistica». Tra queste Cirillo cita ad esempio il notevole ampliamento delle prestazioni per «la distribuzione capillare e l’ultimo miglio in Svizzera». Altre idee invece sono futuristiche, come la «promozione di modelli commerciali orientati all’economia circolare». «Qui verifichiamo la bontà di prestazioni come la logistica senza materiale d’imballaggio, servizi repair & reuse o piattaforme per la sharing economy».Con il progetto «Public Digital Services 2.0», il nuovo gruppo strategico studia come la Posta, da pioniera, possa offrire servizi e mettere le sue competenze migliori a disposizione di una Svizzera digitale, che rinuncia all’uso della carta.

In futuro la Posta dovrebbe tuttavia imboccare anche strade totalmente nuove: «Dopo un intenso dialogo con partner, clienti e autorità, abbiamo deciso di tener conto anche di soluzioni settoriali trasversali, ad esempio in ambito sanitario, nel settore finanziario, e fornendo assistenza alle autorità nello svolgimento delle loro mansioni», dichiara Cirillo. «Questi sono alcuni degli spunti di riflessione da cui vorremmo partire per delineare la nuova strategia per la Posta e quindi anche per la Svizzera. Ci lavoreremo nei prossimi mesi».

Nuovi posti di lavoro a Neuchâtel e Bellinzona
Già nei suoi primi mesi alla Posta Roberto Cirillo ha preso decisioni e dato il via a cambiamenti. «Ora ci concentriamo su un sistema di e-voting adeguato alle sfide del futuro e abbiamo trovato una soluzione per CarPostal France». Particolarmente importante per il CEO è l’accordo trovato con le parti sociali sul rilevamento del tempo di lavoro in ambito logistico. «La Posta non si ferma fino a quando non avremo elaborato la nuova strategia», afferma Cirillo, che ritiene fondamentale compiere i primi passi concreti già nel prossimo futuro.

«Mentre stiamo mettendo a punto la nuova strategia, creeremo nuovi posti di lavoro qualificati nel settore informatico a Neuchâtel e Bellinzona, per dar vita a centri di competenza decentralizzati». Non da ultimo, in questo modo la Posta assume anche il suo ruolo di importante datore di lavoro nelle regioni. Nei prossimi mesi misure simili verranno prese in considerazione anche in altri ambiti. Per Cirillo per un periodo la Posta deve tirare un po’ di più la cinghia e il volume degli investimenti per il 2020 deve essere allineato al risultato atteso per il 2019. «Non vogliamo spendere più di quanto incassiamo».

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