Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)

ARTE URBANA

Bellinzona: posata sul piazzale antistante la stazione ferroviaria la panchina a forma di infinito dell’artista ticinese Patrizia Pfenninger - È un invito a scambiarsi opinioni e a ritrovare l’identità collettiva dopo la pandemia

Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)
Gente che viene e che va, e che magari si ferma. © Ti-Press/Francesca Agosta

Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)

Gente che viene e che va, e che magari si ferma. © Ti-Press/Francesca Agosta

Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)
Ilaria Nicora, a sinistra, e Patrizia Pfenninger. © Ti-Press/Francesca Agosta

Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)

Ilaria Nicora, a sinistra, e Patrizia Pfenninger. © Ti-Press/Francesca Agosta

I primi a sedersi - zaino in spalla - sono stati padre, madre e i due bambini. Una famiglia di turisti ha tenuto a battesimo la panchina in acciaio dalla forma del simbolo dell’infinito (come un 8, per intenderci, di colore rosso) posata stamattina sul piazzale antistante la stazione ferroviaria di Bellinzona. Realizzata dall’artista ticinese Patrizia Pfenninger e denominata «Point of View», l’opera è voluta per far dialogare le persone nel rispetto del distanziamento sociale. Ci si può parlare restando a due metri uno dall’altro. L’arte «sconfigge» la pandemia. E ci consente non tanto di tornare alla normalità, ma di (ri)partire. Guardandoci in faccia o dandoci le spalle, poco importa. Fondamentale è essere di nuovo vicini e un po’ meno distanti.

I punti di vista e gli sguardi

«È un invito a ritrovare l’identità collettiva dopo oltre un anno segnato profondamente dalla pandemia. Dobbiamo, noi tutti, recuperare la dimensione reale, confrontandoci ed esaminando tutti i punti di vista, vivendo le nostre emozioni. Tornando ad incontrarci ci sediamo su questa panchina consapevoli che, quando ci alzeremo, sapremo come andare avanti assieme», spiega Patrizia Pfenninger, zurighese di nascita ma ormai trapiantata a Sud delle Alpi. La scelta della stazione non è affatto casuale: un luogo di transito, di partenza e di accoglienza che è viepiù diventato una piazza urbana. S’incrociano sguardi, ci si saluta e si chiacchiera o semplicemente ci si ferma. Per un attimo di relax. Per riflettere. Per dialogare.

Sedetevi, dialogate e ripartite (in tutti i sensi)

Il tour itinerante

«Le stazioni ricominciano finalmente a vivere, pur osservando scrupolosamente le norme imposte dalle autorità per evitare la diffusione del coronavirus. Pertanto come Ferrovie abbiamo accolto favorevolmente la proposta di Patrizia Pfenninger di posare la panchina davanti al nodo di Bellinzona», puntualizza Ilaria Nicora, responsabile immobiliare in seno alle FFS. Nella capitale l’opera si fermerà fino al 6 luglio. Poi inizierà il breve tour itinerante del nostro Cantone che la porterà dapprima, in estate, a Locarno e poi, dal 14 settembre, a Lugano. Sempre alle stazioni; nel secondo caso rimarrà sospesa nell’aria, ciò che la renderà de facto una vera e propria installazione artistica. In seguito non è escluso che la scultura possa essere donata ad un Comune. Ma questa è musica del futuro.

I faccia a faccia stando seduti

Il fil rouge, l’abbiamo detto, è quello dello scambio di opinioni fra coloro che si accomodano nell’infinito in acciaio inox. A questo proposito Patrizia Pfenninger, emergenza sanitaria permettendo, intende incontrare i cittadini sulla «sua» panchina. Persone comuni, colleghi, politici, personaggi pubblici. Da questi faccia a faccia scaturirà un documentario che vuole spronare alla rinascita, dimenticando la crisi. A riprenderci quell’identità strappata che è da sempre uno dei temi più cari all’artista. Naso all’insù, due anni fa i bellinzonesi rimasero meravigliati dalla Nuvola piovasca di Nicola Colombo in piazza del Sole. Adesso, lo sguardo, devono rivolgerlo a chi siede di fronte. Questione di altezze. E di ripartenze.

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