Sedetevi e riempite gli occhi di bellezza

BELLINZONA

Viaggio fra le panchine del centro storico gettonatissime questa estate fra coloro che desiderano un po’ di refrigerio - «La Città a misura d’uomo la riscopro accanto alla Foca»

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Un momento di relax in piazza Governo. (Foto Putzu)

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Un momento di relax in piazza Governo. (Foto Putzu)

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Ci si rilassa sotto i platani di piazza Simen.

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Ci si rilassa sotto i platani di piazza Simen.

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In piazza Nosetto.

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In piazza Nosetto.

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E nella parte bassa del viale Stazione ecco la «zona d’incontro» voluta dal Municipio nel 2015.

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E nella parte bassa del viale Stazione ecco la «zona d’incontro» voluta dal Municipio nel 2015.

BELLINZONA - Non si può dire di conoscere a fondo una città fino a quando non si osserva chi la abita, chi la «vive». Che sia quotidianamente, come gli indigeni o coloro che vi lavorano e/o studiano. Oppure in modo fugace, alla stregua dei turisti che però giocoforza solo in parte possono fare tesoro degli stimoli di cui parlava già a fine Ottocento il filosofo Georg Simmel riferendosi alle nasciture metropoli. A Bellinzona non mancano certo i luoghi dai quali esplorare, senza per questo cadere nel voyeurismo, le persone che la «popolano». Tralasciamo finestre e balconi per concentrarci sulle panchine del centro storico (e nei suoi immediati paraggi), sulle quali soprattutto in un’estate così calda come quella di quest’anno i passanti si siedono per un attimo di benefico refrigerio, essendo posizionate quasi tutte all’ombra.

Il Municipio negli ultimi anni ha puntato molto sul concetto di «zona di incontro», affinché la capitale possa essere goduta appieno grazie appunto all’ottima qualità di vita. Partiamo dunque dalle panchine realizzate recentemente nella parte bassa del viale Stazione (in parte, ahinoi, quelle sì, esposte al sole). Sono l’effimera dimora preferita di chi vuole fare una sosta veloce oppure attende che un familiare esca dai negozi. Spostiamoci di poco verso sud ed arriviamo in piazza Collegiata. Le tre panchine, unitamente alla scalinata della chiesa, sono le postazioni privilegiate per coloro che vogliono prendersi una pausa più lunga. Magari anche leggere un libro, armeggiare con il telefono cellulare, gustarsi un gelato (come il consigliere di Stato Claudio Zali, più volte «beccato», e diversi deputati negli intermezzi delle sedute di Gran Consiglio) o scambiare quattro chiacchiere. La prossima tappa è piazza del Sole. In questi mesi, grazie alle sedie rosse posate sotto la «Nuvola piovasca», c’era l’imbarazzo della scelta. Piazzarsi sotto l’installazione artistica di Nicola Colombo o sulle panchine? La prima è stata decisamente più gettonata, in primis dai bambini.

Sono per contro sempre affollate (in particolare sul mezzogiorno) le infrastrutture sotto i platani di piazza Simen, accanto alla Migros. Vuoi per la ricerca di fresco e, vuoi, per la presenza della grande scacchiera che non può non incuriosire chi desidera lasciarsi alle spalle lo stress quotidiano. Chi vuole sfuggire ai raggi del sole trova nel piazzale Benigno Antognini il suo Eldorado. Le panchine non mancano e per il pranzo si trovano persone di tutte le età. Torniamo indietro e, nell’ordine, troviamo le granitiche panchine di Palazzo civico, quelle «normali» in piazza Indipendenza (ideali per chi aspetta l’autopostale) e quelle magiche nell’agorà del Governo. «Quando mi siedo lì, accanto alla fontana della Foca, mi rilasso e vedo la vera Bellinzona: aggregata sì, ma pur sempre piccola, a misura d’uomo», ci dice un’amica.

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