«Siamo stufi: sistemate quelle strade»

IL CASO

Bellinzona, la situazione infrastrutturale precaria nella collina di Daro ha surriscaldato gli animi in occasione della seduta di Legislativo - Tiziano Zanetti (PLR): «Non è il centro del mondo, ma non deve nemmeno diventare una zona pericolosa» - Il municipale Henrik Bang: «Non è vero che non stiamo facendo nulla»

«Siamo stufi: sistemate quelle strade»
Una veduta della frazione di Daro. © CdT/Chiara Zocchetti

«Siamo stufi: sistemate quelle strade»

Una veduta della frazione di Daro. © CdT/Chiara Zocchetti

«Siamo stufi: sistemate quelle strade»
© CdT/Archivio

«Siamo stufi: sistemate quelle strade»

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«Non è il centro del mondo, ma non deve nemmeno diventare una zona pericolosa per pedoni e ciclisti. Occorre finalmente mettersi di buzzo buono e sistemare una volta per tutte le strade. Gli abitanti sono stufi». Non le ha mandate a dire il consigliere comunale PLR Tiziano Zanetti in occasione della seduta del plenum di Bellinzona di lunedì sera. Al centro della discussione lo stato precario del manto stradale della collina di Daro, oggetto di una seconda interpellanza presentata dall’ex capogruppo liberale radicale. Le risposte fornite dai responsabili dei dicasteri Ambiente (Giorgio Soldini) e Opere pubbliche (Henrik Bang) non lo hanno per nulla convinto. Tanto che, a un certo punto, gli animi in sala era alquanto surriscaldati.

Tutte le vie sotto la lente
Un bel ginepraio quello creatosi nella frazione alta della Turrita. Prima la temporanea chiusura di via ai Ronchi, poi il conseguente rinvio del rifacimento della pavimentazione di via Sasso Corbaro (previsto la scorsa primavera), gli alberi secchi che invadono il campo stradale, la sistemazione ritenuta tardiva di via Malmera (il cantiere aprirà la prossima primavera, ma il credito è stato approvato dal Legislativo cinque anni fa: «Se volete transitare dovete munirvi di scarponi adeguati o di un fuoristrada», ha affermato Zanetti) i cedimenti in prossimità del bivio con via Predella.

Per quest’ultima fattispecie «si tratta di interventi che per essere realizzati in modo adeguato necessitano dello sbarramento prolungato della strada e per questo motivo non vengono messi in cantiere subito», ha specificato Giorgio Soldini. La situazione più delicata riguarda tuttavia via ai Ronchi. Lo scorso settembre è stata rilasciata la licenza edilizia per l’esecuzione del muro di sostegno, mentre per il restyling della carreggiata bisogna attendere: «Restano ancora alcune questioni legali da risolvere, oltre anche al licenziamento del messaggio municipale per l’ottenimento del credito di investimento».

A questo proposito il capo Dicastero Opere pubbliche Henrik Bang ha sottolineato che si tratta di «una situazione molto intricata che stiamo cercando di risolvere da mesi. A breve vi sarà un nuovo incontro fra le parti. Mi spiace che pubblicamente passi il messaggio che non si sta facendo nulla. Non è affatto vero».

«Siamo stufi: sistemate quelle strade»
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