Smistamento dei pacchi, Ticino apripista

Servizio pubblico

Inaugurato a Cadenazzo il primo di quattro nuovi centri regionali della Posta in Svizzera: «Così facciamo fronte al grande aumento degli invii frutto soprattutto del commercio online» - I collaboratori impiegati sono 120, benefici anche a livello ambientale

Smistamento dei pacchi, Ticino apripista
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Smistamento dei pacchi, Ticino apripista
Il direttore generale della Posta Svizzera Roberto Cirillo alle prese con un pacco insieme al consigliere di Stato Claudio Zali e al sindaco di Cadenazzo Marco Bertoli oggi all’inaugurazione del nuovo centro pacchi. ©Ti-Press/Crinari

Smistamento dei pacchi, Ticino apripista

Il direttore generale della Posta Svizzera Roberto Cirillo alle prese con un pacco insieme al consigliere di Stato Claudio Zali e al sindaco di Cadenazzo Marco Bertoli oggi all’inaugurazione del nuovo centro pacchi. ©Ti-Press/Crinari

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I primi invii arrivano nel cuore della notte, poi comincia lo smistamento che proseguirà per tutto il giorno, affinché i clienti siano il più velocemente possibile accontentati. A turno, 120 collaboratori rendono possibile il compimento della missione, dai responsabili che programmano mansioni e flussi fino a chi, fisicamente, carica e scarica furgoni e camion in arrivo e in partenza, con un viaggio che continuerà poi prevalentemente su rotaia. Un lavoro di squadra, in cui ognuno ha il proprio ruolo. Un lavoro che da qualche giorno è teoricamente reso più «comodo» grazie a nuove tecnologie e apparecchiature. Diciotto mesi dopo la cerimonia per la posa della prima pietra, oggi nella zona industriale di Cadenazzo è stato inaugurato il nuovo centro pacchi della Posta. Sostituisce la base di distribuzione esistente a pochi metri di distanza, e nella sua forma costituisce una novità svizzera. Si tratta infatti del primo di quattro centri regionali che verranno costruiti e messi in servizio a Ostermundigen (Berna), Untervaz (Grigioni) e Vétroz (Vallese) entro il 2020 con un investimento complessivo di 190 milioni di franchi. La necessità delle nuove infrastrutture è dettata principalmente dal consistente aumento del volume di pacchi inviati, a sua volta frutto del boom del commercio online.

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Più veloce e verde
D’ora in poi, con il nuovo centro progressivamente in funzione già dalla seconda metà di settembre, tutti i pacchi provenienti dal Ticino e destinati allo stesso cantone saranno smistati proprio qui, sgravando così il centro di Härkingen (Soletta), attualmente troppo sollecitato. Ciò permetterà di prendere due piccioni con una fava: una consegna delle spedizioni che la Posta promette più veloce, e la razionalizzazione del servizio, con vantaggi di carattere ambientale (più pacchi smistato direttamente in Ticino, meno spostamenti). A ciò si aggiunge il fatto che sul tetto è stato installato un impianto per la produzione di energia fotovoltaica. Il nuovo centro aumenta considerevolmente la capacità totale di spartizione, arrivando fino a 8.000 pacchi all’ora. Considerando che oggi i pacchi trattati quotidianamente sono circa 25.000, che salgono anche a 40.000 nel periodo natalizio, il nuovo centro anticipa inoltre l’ulteriore aumento dei pacchi previsto nei prossimi anni.

«L’importanza del Ticino»
Secondo il direttore generale della Posta Svizzera Roberto Cirillo questo progetto costituisce un «riconoscimento dell’importanza del Ticino» per l’azienda, sia in termini di servizio offerto che di posti di lavoro mantenuti. Tutti gli impiegati del vecchio centro pacchi di Cadenazzo, è stato ricordato, lavoreranno infatti nella sede appena inaugurata. «Questa opera rappresenta una pietra miliare per la Posta», ha aggiunto. Da parte sua il responsabile di PostLogistics e membro della direzione del gruppo, Dieter Bambauer, ha sottolineato che «grazie ai collegamenti diretti con la rete dei trasporti e alla lavorazione sul territorio regionale vengono migliorati nettamente i processi logistici».

Roberto Cirillo, CEO della Posta. ©Ti-Press/Crinari
Roberto Cirillo, CEO della Posta. ©Ti-Press/Crinari

Pubblico e privato insieme
Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, non solo perché il Ticino fa da apripista, ma anche in virtà della razionalizzazione della gestione dei pacchi che favorisce «una svolta al ribasso del carico ambientale». Il sindaco di Cadenazzo Marco Bertoli si è da parte sua detto onorato di ospitare questo centro sia per i posti di lavoro che offre a livello regionale sia perché dimostra che le sinergie tra pubblico e privato funzionano. Il riferimento è ovviamente al fatto che il nuovo centro non è stato costruito dalla Posta, bensì da una società privata. Si tratta della Stisa (Sviluppo Traffici Internazionali) SA di Rocco Cattaneo, proprietaria del fondo e dell’edificio abbellito nella sua parte frontale dal murales più grande della Svizzera, opera della ticinese Nevercrew presentata lunedì scorso. La Posta è quindi inquilino, e ha assunto la spesa per l’installazione degli impianti all’interno dell’edificio di oltre 8.000 metri quadrati, lungo 168 metri e largo 48. Destinato a servire Ticino e Moesano, è dotato di 33 porte per il carico degli autocarri e 37 per i furgoni.

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