Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale

BELLINZONA

Sono state svelate le conclusioni dei due audit sulla vicenda che ha scosso Palazzo civico - Il sindaco Mario Branda continuerà ad occuparsi della conduzione e gestione politica del Dicastero opere pubbliche fino al termine della legislatura

Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale
Il sindaco Mario Branda, in primo piano; alle sue spalle Christian Paglia, in occasione della conferenza stampa del 28 aprile scorso. © CdT/Gabriele Putzu

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Il sindaco Mario Branda, in primo piano; alle sue spalle Christian Paglia, in occasione della conferenza stampa del 28 aprile scorso. © CdT/Gabriele Putzu

Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale
Da sinistra Branda, il vicesindaco Andrea Bersani e Paglia. © CdT/Gabriele Putzu

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Da sinistra Branda, il vicesindaco Andrea Bersani e Paglia. © CdT/Gabriele Putzu

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Il Policentro di Pianezzo. © CdT/Gabriele Putzu

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Il Policentro di Pianezzo. © CdT/Gabriele Putzu

Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale
L’oratorio di Giubiasco. © CdT/Gabriele Putzu

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L’oratorio di Giubiasco. © CdT/Gabriele Putzu

Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale
Lo stadio Comunale. © CdT/Chiara Zocchetti

Sorpassi di spesa, il dicastero non torna a Christian Paglia e nulla di penale

Lo stadio Comunale. © CdT/Chiara Zocchetti

A cinque mesi dallo scoppio della bufera che ha investito Palazzo civico a Bellinzona sono finalmente state svelate le conclusioni dei due audit sulla vicenda dei sorpassi di spesa per 5 milioni di franchi in tre opere comunali. Niente di sorprendente, a dire il vero. La conduzione e gestione politica del Dicastero opere pubbliche resterà nelle mani del sindaco Mario Branda fino al termine della legislatura. Non tornerà, dunque, al «titolare» Christian Paglia (oggi assente in conferenza stampa) il quale si è autosospeso proprio alla luce di quanto emerso in merito ai cantieri del Policentro di Pianezzo, dello stadio Comunale e dell’ex oratorio di Giubiasco. In secondo luogo non sono emersi fatti di rilevanza penale, come avevamo anticipato il 22 agosto nell’intervista allo stesso Branda. Terzo, non è invece ancora conclusa l’inchiesta amministrativa e disciplinare a carico del direttore del Settore Opere pubbliche, in carica da dodici anni.

«Bisogna cambiare qualcosa»

Sono queste le tre principali risultanze delle perizie eseguite dal Settore controllo qualità e revisione (rapporto interno con l’accompagnamento, per ogni progetto, di specialisti ticinesi) ed al Gruppo Bänzinger Partner AG di Zurigo (quello esterno). «Come Esecutivo ci assumiamo la responsabilità di quanto capitato», ha rilevato il sindaco Mario Branda, il quale ieri sera aveva anticipato le conclusioni alle commissioni della Gestione e dell’Edilizia del Consiglio comunale. Il primus inter pares della Turrita, come detto, continuerà ad occuparsi delle Opere pubbliche. Poi, dopo le elezioni di aprile, si procederà con la riorganizzazione (idem per quanto riguarda il settore) e la riattribuzione dei dicasteri. A breve-medio termine, per contro, dovranno essere allestiti i messaggi per la richiesta del credito suppletorio per lo stadio ed il Policentro (a metà ottobre) e per l’oratorio (fine dicembre). Inoltre è prevista una serie di correttivi da adottare: «Dobbiamo cambiare qualcosa, è inevitabile».

L’audit esterno ha rilevato l’acriticità con la quale, spesso, si sono accettate le risoluzioni proposte dal direttore del Settore Opere pubbliche «senza metterne in discussione il contenuto». In parole povere «un comportamento acritico e benevolo dei responsabili politici» può «indurre i collaboratori alla legittima convinzione che il loro modo di agire sia avallato».

I cantieri sotto la lente

Le prime avvisaglie si erano avute nel giugno 2018, quando il Municipio cittadino venne informato dal Dicastero opere pubbliche (Dop) di possibili sorpassi di spesa nella realizzazione del Policentro della Valle Morobbia di Pianezzo e nella riqualifica dell’ex oratorio di Giubiasco. Un mese dopo l’Esecutivo informa le commissioni della Gestione e dell’Edilizia. Per quasi due anni non si muove una foglia. Il consesso guidato dal sindaco Mario Branda, non avendo più ricevuto comunicazioni, ritiene che i problemi siano nel frattempo stati risolti. Sbagliato. Il 19 febbraio 2020 il Dop sottopone al Municipio una risoluzione di presa d’atto della proiezione di spesa per l’ex oratorio del Borgo (da 7,95 a 10,27 milioni di franchi: +29%). Il dossier viene rinviato al dicastero per «approfondimento e possibile correzione».

L’8 aprile 2020 è un’altra data cruciale. Il Dop ripropone all’Esecutivo la stessa proiezione per l’edificio parrocchiale di Giubiasco. Mario Branda e colleghi si sentono presi in giro. Come se non bastasse, si aggiungono anche i possibili sorpassi per il Policentro (da 6 a 7,1 milioni di franchi, il 19% in più) e per il restyling dello stadio Comunale di Bellinzona (da 3,1 a una stima di 4,5 milioni circa, ossia ben il 44% in più). Il 15 aprile scatta il blocco dei lavori all’oratorio. Due settimane dopo, il 28 aprile, il Municipio convoca la stampa per illustrare cos’è successo all’ombra dei castelli: «Non sapevamo di questi sorpassi, è una vera tegola». Nessuno ne era a conoscenza, insomma, tranne il Dop naturalmente, fino all’8 aprile. La conduzione politica del Dop passa da Christian Paglia (che si autosospende: «Sono molto dispiaciuto») a Mario Branda.

Apriti cielo. Sulla vicenda fioccano interpellanze ed interrogazioni. Sono soprattutto il gruppo Lega-UDC, il PPD ed i Verdi ad esigere chiarezza. Gli audit che avrebbero dovuto essere pronti entro 1-2 mesi tardano ad arrivare. Il 25 giugno il Municipio comunica che le perizie verranno consegnate alla fine di agosto. Ieri sera la presentazione ai commissari della Gestione e dell’Edilizia ed oggi ai media.

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