Sospeso l’acquisto dell’ex ospedale, socialisti preoccupati

le reazioni

Intanto spunta l’alternativa delle vecchie scuole di Ravecchia per gli uffici del Dicastero Opere pubbliche e dell’ente Bellinzona musei

Sospeso l’acquisto dell’ex ospedale, socialisti preoccupati
©CdT/Zocchetti

Sospeso l’acquisto dell’ex ospedale, socialisti preoccupati

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La battuta d’arresto dell’iter per l’acquisto dell’ex ospedale di Ravecchia da parte della Città di Bellinzona preoccupa la locale sezione socialista. Il timore dei compagni è che le nuove esigenze della Confederazione possano vanificare l’eventualità che l’edificio ospiti, oltre agli uffici del Dicastero opere pubbliche (DOP), anche spazi dedicati ad attività culturali, sociali e turistiche. Pertanto i socialisti, pur assecondando le necessità di Berna per la nuova Corte d’appello del Tribunale penale federale così come quelle della Città per il trasferimento degli uffici del DOP, si batteranno affinché «la cultura non venga sacrificata ancora una volta senza trovare subito delle soluzioni concrete, fattibili in tempo breve, per realizzare un centro culturale» e affinché «la spesa delle attività culturali di Bellinzona passi dall’attuale circa 1% del budget globale ad un 3% più vicino agli standard di tutte le città ticinesi e svizzere».

Dal canto suo Alice Croce si chiede «perché non trasferire gli uffici del Dicastero opere pubbliche e dell’Ente autonomo Bellinzona Musei nelle vecchie scuole di Ravecchia in alternativa all’ex ospedale? Un interrogativo che gira al Municipio cittadino. Nella sua interpellanza la consigliera comunale popolare democratica chiede inoltre quali siano le condizioni dell’ex edificio scolastico di proprietà del Comune, se sia attualmente utilizzato da qualcuno e se l’Esecutivo non ritenga che le ex scuole meritino di essere valorizzate.

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