«Sulle nuove Officine FFS non è ancora detta l’ultima parola»

Bassa Leventina

Personico, Bodio e Giornico hanno deciso di scrivere a Simonetta Sommaruga per ribadire che l’ubicazione dell’ex Monteforno è da preferire a quella di Castione

 «Sulle nuove Officine FFS non è ancora detta l’ultima parola»
Il comparto dell’ex acciaieria. ©CdT/Chiara Zocchetti

«Sulle nuove Officine FFS non è ancora detta l’ultima parola»

Il comparto dell’ex acciaieria. ©CdT/Chiara Zocchetti

Giornico, Bodio e Personico non mollano convinti che sull’ubicazione delle nuove Officine FFS non sia ancora stata detta l’ultima parola. Lunedì hanno deciso di inviare una missiva a Berna, indirizzata alla direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni Simonetta Sommaruga, per esprimere ancora una volta la loro contrarietà alla decisione di costruire a Castione lo stabilimento industriale. Lo ha annunciato il sindaco di Personico Emilio Cristina, sempre lunedì durante la seconda serata pubblica organizzata in vista della votazione consultiva del 13 febbraio 2022 sul progetto di aggregazione dei quattro Comuni della bassa Leventina.

Un lumicino di speranza

Una mossa che fa seguito al ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (TAF), unitamente al Comune di Biasca e alla Commissione regionale dei trasporti delle Tre Valli, contro il via libera dell’Ufficio federale dei trasporti alla riservazione di una zona di circa 150.000 metri quadrati a Castione per l’edificazione, appunto, delle nuove Officine FFS. E proprio il sopralluogo esperito quest’estate dalla presidente del TAF sia a Castione, sia sui terreni dell’ex Monteforno hanno fatto riaccendere un lumicino di speranza ai tre Comuni della bassa Leventina. «Da quella visita abbiamo avuto la sensazione che non è del tutto scontato che le nuove Officine vengano realizzate a Castione» ha affermato Cristina. Da qui la decisione di compiere ancora un, forse, ultimo, tentativo per convincere l’autorità federale che la soluzione dell’ex Monteforno sia da preferire a quella dei terreni agricoli di Castione. «Si è lottato come leoni per ottenere la sede delle nuove Officine e pensiamo che l’aggregazione possa essere lo strumento per riuscire a realizzare questo tipo di progetti» ha dal canto suo rilevato Michele Guerra, tra i firmatari della petizione che dieci anni fa diede il la all’iter riguardante il progetto che, se la popolazione lo vorrà, porterà alla nascita del Comune di Sassi Grossi.

Cantone sollecitato

Quello delle Officine, che al momento appare arduo possa andare in porto, è probabilmente il progetto che consentirebbe di risollevare davvero le sorti della bassa Leventina. La pensa così l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli, il quale nel suo intervento durante la serata pubblica ha rimarcato quella che a suo giudizio è stata la scarsa attenzione del Cantone verso questo progetto. Un altro esempio citato da Bontadelli è quello della futura area di servizio legata al Centro di controllo dei veicoli pesanti. Ma anche a questo proposito, Emilio Cristina ha annunciato delle novità. «La scorsa settimana Bodio, Personico e Giornico, attraverso la società costituita per realizzare e gestire la futura stazione di servizio autostradale, hanno consegnato una lettera con la quale chiedono al Cantone di sostenere il progetto con un contributo di 9 milioni di franchi su un investimento di 12».

Quelle nubi nere all’orizzonte

Al di là dei progetti che potrebbero segnare una svolta per la Bassa Leventina, il sindaco di Personico ha insistito sulla necessità di aggregarsi - condivisa dalla maggioranza del Municipio, quando invece i due terzi del Consiglio comunale si sono espressi contro il progetto - per essere in grado di affrontare un futuro sempre più difficile e impegnativo. «Adesso stiamo bene, ma all’orizzonte si vedono già le prime nubi minacciose. E non mi riferisco solo alla situazione finanziaria, ma anche e soprattutto alla necessità di avere forze nuove che si mettano a disposizione per amministrare la cosa pubblica». Anche se l’unica certezza è che non ci sono certezze, ha ribadito il sindaco di Personico, «ritengo che i vantaggi ad unirsi in matrimonio con Bodio, Giornico e Pollegio siano maggiori a quelli che potremo avere, ancora però per poco tempo, restando divisi».

«Inutile piangersi addosso»

Nel rispondere all’osservazione giunta dalla sala (un’ottantina i presenti nel capannone della ditta Sciaranetti a Personico) secondo la quale ai cittadini dei quattro Comuni si chiede di compiere un salto nel buio, a mò di conclusione il presidente della Commissione aggregativa Renato Scheurer ha rimarcato che «dobbiamo essere positivi. Se continuiamo a piangerci addosso non andremo da nessuna parte».

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