Traffico di droga, l’omicida del Ceneri non ci sta

GIUDIZIARIA

Il 34.enne del Bellinzonese ha inoltrato dichiarazione d’appello contro la condanna a 5 anni e 4 mesi di detenzione per aver smerciato stupefacenti - Si va dunque verso il dibattimento di seconda istanza di fronte alla Corte di Locarno

Traffico di droga, l’omicida del Ceneri non ci sta
© CdT/Putzu

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Traffico di droga, l’omicida del Ceneri non ci sta

Traffico di droga, l’omicida del Ceneri non ci sta

Non ci sta il 34.enne del Bellinzonese condannato, a fine novembre, a 5 anni e 4 mesi di carcere per traffico di droga e riciclaggio. L’uomo, difeso dagli avvocati Elio Brunetti e Stefano Rossi, ha inoltrato dichiarazione d’appello. Attende ora le motivazioni scritte della sentenza pronunciata dalla Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Marco Villa per confermare o meno il ricorso. Ma è molto probabile che il caso torni in aula, nei prossimi mesi, di fronte alla Corte di appello e di revisione penale di Locarno per il dibattimento di seconda istanza.

La difesa del 34.enne (che, ricordiamo, nell’estate 2009 uccise per futili motivi un anziano in una delle aree di sosta sul Monte Ceneri) si era battuta per una pena decisamente inferiore rispetto a quanto aveva chiesto il procuratore pubblico Nicola Respini (6 anni e mezzo). I legali avevano puntato sul recupero sociale dell’uomo il quale, come detto, era tornato a delinquere pochi mesi dopo essere uscito di prigione dove aveva trascorso 8 anni per l’uccisione di un 81.enne della nostra regione. Il giudice Marco Villa aveva a questo proposito sottolineato «l’immaturità» dell’imputato e «l’inutilità del trattamento ambulatoriale al quale era stato sottoposto durante la prima detenzione».

Il 34.enne ha smerciato circa 2 chilogrammi di cocaina. A questo quantitativo si è aggiunta una decina di chili di marijuana che l’uomo aveva tentato di far passare inizialmente per un’attività legale di smercio di canapa a basso tenore di THC da rivendere ad un’industria farmaceutica.

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