Nucleo medievale

Tutela cantonale per il villaggio di Prada

Il Consiglio di Stato ha dato luce verde alla variante di PR adottata alla fine del 2018 dal Consiglio comunale di Bellinzona

 Tutela cantonale per il villaggio di Prada

Tutela cantonale per il villaggio di Prada

 Tutela cantonale per il villaggio di Prada
Il villaggio di Prada era ancora abitato nel XVII secolo. Ora a testimonianza dell’insediamento sulla collina di Ravecchia rimangono solo i ruderi, alcuni dei quali ben conservati. (Foto Fondazione Prada/Ivo Bomio)

Tutela cantonale per il villaggio di Prada

Il villaggio di Prada era ancora abitato nel XVII secolo. Ora a testimonianza dell’insediamento sulla collina di Ravecchia rimangono solo i ruderi, alcuni dei quali ben conservati. (Foto Fondazione Prada/Ivo Bomio)

Il nucleo medievale di Prada va tutelato a livello cantonale. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che la scorsa settimana ha approvato la variante del Piano regolatore della Città di Bellinzona adottata il 19 dicembre 2018 dal Consiglio comunale. La luce verde governativa rappresenta una tappa fondamentale nel progetto allestito dall’omonima fondazione allo scopo di preservare e recuperare i diroccati che per ubicazione, tipologia architettonica, antichità e importanza storica rappresentano un significativo esempio di insediamento medievale. Riportare l’intero villaggio che sorge sulla collina di Ravecchia all’aspetto che nel XVII secolo, quando era ancora abitato, è inimmaginabile. Ma restaurare uno solo degli innumerevoli ruderi, quello meglio conservato, come aveva prospettato il Dipartimento del territorio nel suo preavviso alla variante di PR era ritenuto eccessivamente restrittivo e vincolante sia dal Municipio sia dalla Fondazione Prada che auspicavano una maggior apertura da parte dell’autorità cantonale. Apertura che è giunta con l’approvazione della variante di PR da parte del Governo. Viste le motivazioni addotte dal Municipio e sentito l’Ufficio dei beni culturali, il Consiglio di Stato «è dell’avviso che sia possibile assecondare le volontà del Comune di Bellinzona, e di riflesso della Fondazione Prada, nella misura in cui nella norma sia esplicitato che ogni ulteriore intervento di restauro o di ricostruzione di altri edifici facenti parte dell’insediamento tutelato dovranno essere giustificati sulla base dei principi di tutela dei Beni culturali».

La proposta di classificare il nucleo di Prada quale bene culturale d’interesse cantonale è giustificato già solo dall’importanza che riveste tale insediamento quale, come detto, unico esempio di antico nucleo medievale dismesso ancora presente sul nostro territorio. Un villaggio che è dunque suscettibile di essere preservato, fermando il degrado delle costruzioni così da poter tramandare alle generazioni future questa importante testimonianza edilizia del passato. Il nome di Prada, dal latino «prata», ovvero prati, suggerisce anche l’aspetto del territorio circostante il villaggio un tempo caratterizzato da prati, orti, vigne, campielli, selve castanili, opifici e quant’altro. Oggigiorno i prati non esistono più, sostituiti dai boschi di latifoglie che hanno invaso questi spazi, inglobando l’antico nucleo. I primi lavori eseguiti nel 2017 su incarico della Fondazione e sotto la supervisione dell’Ufficio dei beni culturali sono proprio stati di carattere forestale: si è proceduto al disbosco dell’area per frenare i danni ai manufatti causati dal crollo dei rami e dal sopravvento delle radici. Interventi che rappresentano la prima tappa di un progetto più ampio allestito, sempre nel 2017, dall’ingegner Andrea Demarta su incarico della Fondazione Prada.

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