Uffici postali a rischio, Berna tace

Servizio pubblico

Bellinzonese: per le filiali di Claro e Camorino passaggio all’agenzia non ancora formalizzato, mentre i ricorsi di Lumino e Cadenazzo rimangono pendenti

Uffici postali a rischio, Berna tace
Foto Chiara Zocchetti

Uffici postali a rischio, Berna tace

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BELLINZONA - Dopo un inizio d’anno piuttosto caldo su questo fronte in Ticino, con l’estate la situazione sembra essersi calmata e al momento Berna tace in merito agli incarti riguardanti le previste trasformazioni di quattro uffici postali del Bellinzonese, destinati a chiudere nella forma attuale per fare spazio all’agenzia in partenariato, ovvero affidata a un esterno. Per quanto riguarda le filiali di Cadenazzo e Lumino, i cui Municipi già lo scorso autunno hanno inoltrato ciascuno una formale richiesta di verifica all’autorità di vigilanza della Confederazione sul mercato postale (PostCom) rispetto alla decisione della Posta di passare all’agenzia, per ora non ci sono stati ulteriori sviluppi. «In entrambi i casi PostCom non ha sinora emanato alcuna raccomandazione» spiega contattata dal CdT Nevia Crivelli di Comunicazione sud della Posta. Poco male, commenterebbero i Comuni interessati: come la storia insegna è infatti notoriamente improbabile che i ricorsi vengano accolti.

Tutto apparentemente fermo anche per gli uffici di Claro e Camorino, dove a inizio anno si erano tenute due serate pubbliche in cui la popolazione aveva espresso il proprio malcontento per l’annuncio, da parte dei vertici regionali del Gigante giallo, della futura chiusura dei rispettivi sportelli tradizionali per passare anche qui al regime dell’agenzia, per quanto riguarda Camorino già entro la fine del 2020. Ebbene, sino ad oggi una decisione formale in tal senso da parte della Posta non è stata ufficializzata. Motivo per cui la Città di Bellinzona non ha ancora potuto attivarsi tramite una richiesta di verifica a PostCom per tentare di salvaguardare le due sedi ubicate nei quartieri. Il Municipio cittadino aveva comunque già garantito che intraprenderà questo passo non appena, appunto, sarà formalmente possibile. In attesa, «permaniamo in contatto con le autorità della Città di Bellinzona, con le quali il dialogo è stato sinora condotto in modo franco e costruttivo» sottolinea ancora Nevia Crivelli. Ricordiamo che a Claro quattro consiglieri comunali e l’associazione di quartiere in un solo mese hanno raccolto 2.442 firme poi consegnate ad aprile all’Esecutivo della Turrita chiedendogli di fare tutto il possibile per salvare la filiale nella sua forma attuale, sia per salvaguardare il servizio pubblico che a tutela degli impieghi. Esecutivo che ha per altro già promesso che si attiverà per eventualmente assumere la gestione delle due agenzie, qualora non vi fossero alternative e come avviene ad esempio già a Gorduno. «Rispettiamo la raccolta firme in favore del mantenimento della filiale di Claro - commenta al riguardo Nevia Crivelli - A fronte dell’utilizzo sempre più modesto dei servizi postali locali ci orientiamo però ad una soluzione alternativa che possa garantire sul lungo periodo un’offerta postale di qualità. Ciò tanto a Claro quanto a Camorino, così come presentato durante le serate informative organizzate per la popolazione dei due quartieri».

La Posta, ricordiamo, prevede la trasformazione in agenzia dei quattro sportelli del Bellinzonese citati, mentre nelle Tre Valli sotto esame figurano Ambrì, Lavorgo, Giornico e Malvaglia. Sulla «lista» ci sono poi anche altri 27 altri uffici di tutto Ticino. Queste misure, ricordiamo, rientrano nella strategia di riorganizzazione della rete di uffici a cui la Posta sta lavorando da anni a causa della progressiva diminuzione delle operazioni effettuate agli sportelli tradizionali a causa della crescente digitalizzazione delle abitudini degli utenti.

Foto Chiara Zocchetti
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