«Un’aggressione immotivata e brutale: poteva finire molto male»

Bellinzona

Il giudice Amos Pagnamenta ha inflitto una pena detentiva sospesa ad un 23.enne per le botte «natalizie» del 5 gennaio 2020 in piazza del Sole - Prosciolto invece l’altro imputato: dalla videosorveglianza non emerge che abbia preso parte al pestaggio

«Un’aggressione immotivata e brutale: poteva finire molto male»
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«Ancora oggi non ha saputo spiegare per quale preciso motivo abbia compiuto questa aggressione immotivata e brutale». Il giudice Amos Pagnamenta ha condannato oggi a Lugano uno dei giovani protagonisti di un pestaggio avvenuto all’1.30 del 5 gennaio 2020 al termine di una serata di festa in piazza del Sole a Bellinzona, violenza scoppiata a seguito delle presunte attenzioni e minacce rivolte alla fidanzata di un loro amico. Centoventi giorni di detenzione, sospesi per tre anni, è la pena inflitta per il reato di aggressione al 23.enne portoghese che inizialmente schiaffeggiò la vittima, dopodiché la colpì anche alla testa con un calcio, un agire che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche, ha ricordato il presidente della Corte delle Assise correzionali. Il quale ha pure spiegato al giovane, già condannato nel 2015 anche per violenza oltre che per droga, che «questa è la sua ultima chance». Essendo nato e cresciuto in Svizzera, il giovane (difeso dall’avvocato Olivier Ferrari) non sarà nemmeno espulso: anche secondo la Corte l’interesse pubblico al suo allontanamento dal Paese non prevale sull’interesse del privato a rimanere.

Il caso è chiuso
È stato per contro prosciolto, secondo il principio in dubio pro reo, l’amico 21.enne, svizzero di origine balcanica patrocinato dall’avvocato Matteo Delcò, che inseguì la vittima per bloccarla. Soggettivamente non poteva immaginare che il tutto sarebbe finito in un’aggressione. Oggettivamente, poi, dalle immagini della videosorveglianza non emerge che abbia preso parte alla violenza. Il terzo giovane che attaccò più duramente il «rivale», negli scorsi giorni ha da parte sua ritirato l’opposizione alla condanna formulata dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, accettando la pena e non dovendo dunque comparire in aula. I fatti si erano svolti all’esterno del capannone in cui abitualmente (pandemia a parte) si tengono le manifestazioni natalizie della Città, e culminarono nelle immediate vicinanze. La vittima riportò varie lesioni al volto. Nessuna delle parti in causa ricorrerà contro la sentenza odierna: il caso è dunque chiuso.

Il giudice Amos Pagnamenta. ©CdT/Archivio
Il giudice Amos Pagnamenta. ©CdT/Archivio
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