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Una «cittadella nella città» dal 2030

Si svilupperà a tappe il quartiere che sorgerà al posto delle pluricentenarie Officine FFS di Bellinzona - Il sindaco Branda: «Comparto di qualità» - Il municipale Gianini: «Massima trasparenza»

Una «cittadella nella città» dal 2030
(Foto Pedrazzini)

Una «cittadella nella città» dal 2030

(Foto Pedrazzini)

Una «cittadella nella città» dal 2030

Una «cittadella nella città» dal 2030

Una cittadella nella città, nel cuore di Bellinzona. Nascerà a tappe – tra il 2030 e il 2040 – e avrà contenuti residenziali (comprese cooperative intergenerazionali), lavorativi, formativi, sociali e culturali. Le storiche Officine FFS sono al passo d’addio: prossima fermata Castione, fra sette anni. Al loro posto sorgerà un quartiere modello in Svizzera di circa 120.000 metri quadrati. A pensare la pianificazione dell’area saranno i cinque team interdisciplinari scelti dal collegio di esperti per svolgere il mandato di studio in parallelo (una primizia nel nostro Cantone) e approvati nella seduta di ieri dal Municipio. Si tratta di gruppi svizzeri e stranieri ma anche con una presenza marcata di specialisti ticinesi. Complessivamente le candidature erano state dieci. In marzo sveleranno le loro visioni. Dopodiché verranno organizzati dei momenti di condivisione e partecipazione con la popolazione e gli enti o associazioni interessati.

Il museo della FIFA e lo stadio

Partiamo proprio da quest’ultimo punto. Il coinvolgimento di coloro che abitano la Turrita. «Attorno a questo progetto ci dovrà essere la massima condivisione possibile e trasparenza da parte dell’autorità. Stiamo infatti parlando di un cambiamento importante per Bellinzona e di un processo che durerà 10-20 anni», rileva interpellato dal CdT il sindaco Mario Branda. I team selezionati sono «molto validi e solidi. Ciò è naturalmente rassicurante: è stata fatta una scelta di qualità. E così dovrà essere anche il futuro quartiere, che terrà conto ad esempio di un tema molto dibattuto in questi ultimi tempi: il cambiamento climatico». Vediamola, dunque, la rosa con i suoi cinque petali. In ordine di graduatoria al primo posto si è piazzato «Arge KCAP & Studio Vulkan», con architetti, urbanisti ed ingegneri di Zurigo e Lugano. Hanno realizzato progetti in tutto il mondo, in particolar modo in Olanda, Germania e Cina. Secondo classificato «Bellinzona Città in movimento», con specialisti di Zurigo, Lugano e Minusio. Fra le opere alle quali ha preso parte il pool di architetti segnaliamo lo stadio del Thun. Sul gradino più basso del podio ecco il «Team SAM». Ne fanno parte tecnici di Zurigo e di Gossau; fra i loro fiori all’occhiello ricordiamo la ristrutturazione dello storico museo della FIFA di Zurigo.

Fuori dai migliori tre troviamo l’«OFFICE Kersten Geers David Van Severen + l’AUC + Mosbach Paysagistes» con capofila uno studio di Bruxelles arricchito da esperti parigini e luganesi. Infine, al quinto posto, è giunto «sa_partners/TAMassociati/Franco Giorgetti Architetto Paesaggista» guidato da specialisti veneziani, zurighesi e milanesi. Il quartiere che verrà, insomma, nascerà dalle fervidi menti di luminari dei vari settori. «Effettivamente ciò ci lascia ben sperare. La Città non ha mai nascosto quali sono i criteri fondamentali: qualità, realizzabilità e sostenibilità dal punto di vista ambientale, sociale ed economico», precisa al nostro giornale il capodicastero Territorio e mobilità Simone Gianini. Al quale abbiamo infine chiesto quale sarà l’iter a partire da marzo, termine entro cui dovranno essere resi noti i contenuti del mandato di studio in parallelo. «Innanzitutto il collegio di esperti presenterà un rapporto conclusivo. Non sarà una graduatoria vera e propria, ma conterrà delle valutazioni dettagliate. Successivamente verranno allestiti gli atti di pianificazione da sottoporre ai preposti uffici cantonali per l’esame preliminare. Sulla base di queste indicazioni e del previsto coinvolgimento della popolazione, il Municipio allestirà il messaggio che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e, infine, essere approvato dal Governo», conclude Gianini.

Al vaglio la bonifica dei terreni

Fulcro della cittadella nella città sarà la «Cattedrale», l’imponente edificio in pietra che dal 1919 ospita il montaggio delle locomotive. È uno stabile protetto a livello cantonale. Non potrà essere toccato. Testimonierà il passato industriale di Bellinzona per sempre. «Fra i compiti dei team selezionati vi è anche quello di capire come si inserirà questo bene nel nascituro quartiere, cosa vi sorgerà attorno e, soprattutto, quali contenuti potrà ospitare», sottolinea il sindaco della Turrita Mario Branda. Due parole, per concludere, sulla bonifica dei terreni occupati da oltre un secolo dalle Officine: le Ferrovie stanno approfondendo la questione.

Una «cittadella nella città» dal 2030
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