«Via quei tralicci dal nostro monte»

Territorio

Il gruppo che si batte per l’allontanamento delle linee dell’alta tensione dal monte sopra Gorduno si è costituita in associazione

 «Via quei tralicci dal nostro monte»
© CdT/Archivio

«Via quei tralicci dal nostro monte»

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Il gruppo che da anni si batte affinché le linee dell’alta tensione vengano spostate lontano dalle zone abitate sui monti di Scareuro, sopra Gorduno, mercoledì sera si è costituito in associazione. «Abbiamo deciso di compiere questo passo per avere maggior peso politico e contrattuale nelle discussioni che intratteniamo con vari interlocutori quali, in particolare con Swissgrid e con il Cantone» spiega al CdT Danilo Pedrazzi, presidente della neocostituita Associazione Scareuro. Associazione nel cui comitato siedono anche Davide Pedrioli, in qualità di vice presidente, Efrem Pedrazzi, nonché un membro a testa, ancora da designare, del Patriziato di Gorduno me dell’Associazione di quartiere. Sempre nell’ottica di assumere un maggior peso politico nelle rivendicazioni tese a rendere più attrattiva la fascia montana di sponda destra del fiume Ticino liberandola da tralicci e dall’elettrosmog, l’Associazione Scareuro intende coinvolgere anche altri enti attivi sul territorio, quali, ad esempio la Fondazione Alpe Arami. Unendo le forze, si augura Pedrazzi, sarà magari possibile ottenere qualche risultato tangibile nell’ambito della seconda fase dello Studio generale per la rete ad altissima tensione in Ticino promosso da Cantone, Azienda elettrica ticinese, FFS e Swissgrid. Nella prima fase, infatti, si sono individuati 60 chilometri di linee aeree che sarà possibile smantellare. L’Associazione Scareuro auspicano che un simile risultato si possa ottenere anche per quanto riguarda il territorio compreso della valle di Blenio, della Riviera e del Piano di Magadino e che il monte sopra Gorduno possa vedere sparire i tralicci.

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