Bertoli: «Berna è stata coerente: prima le vaccinazioni, poi le aperture»

nuovi allentamenti

Il presidente del Consiglio di Stato accoglie con soddisfazione le nuove misure di alleggerimento annunciate dal Consiglio federale e sottolinea la necessità di continuare a porre l’accento sulle vaccinazioni: «Procedere in questo modo permette di non fare il passo più lungo della gamba e al contempo fornire una prospettiva a tutta la società»

Bertoli: «Berna è stata coerente: prima le vaccinazioni, poi le aperture»
© CdT/Gabriele Putzu

Bertoli: «Berna è stata coerente: prima le vaccinazioni, poi le aperture»

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Sempre più persone vaccinate, il numero dei contagi tende al ribasso e la pandemia rallenta la sua corsa. È in questo contesto che il Consiglio federale ha deciso di aprire la consultazione ai Cantoni sulla quarta tappa di riapertura – prevista per lunedì 31 maggio – che comprende, tra le altre cose, la riapertura dei locali interni dei ristoranti, l’innalzamento del numero massimo di persone ammesse alle manifestazioni e la modifica dell’obbligo del telelavoro che sarà tramutato in raccomandazione per le aziende che effettuano i test. Il lasso di tempo tra l’inizio delle consultazioni e l’entrata in vigore delle nuove misure di alleggerimento è stato dilatato perché i Cantoni, è stato chiarito in conferenza stampa, hanno lamentato in passato termini decisionali troppo stretti, motivo per cui l’ultima parola verrà presa il 26 maggio e gli allentamenti messi in campo il 31 maggio.

In ogni caso, il futuro si prospetta con meno nubi all’orizzonte e la cautela dimostrata dal Consiglio federale è stata accolta con soddisfazione dal presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli: «Come ci dicono gli esperti del Cantone e della Confederazione, in questo momento abbiamo buone ragioni per essere ottimisti, ma occorre ugualmente proseguire con le riaperture in modo graduale e con prudenza, affiancandole all'avanzamento della campagna vaccinale. Procedere in questo modo permette di non fare il passo più lungo della gamba, ma al contempo di fornire una prospettiva a tutta la società, che attende con trepidazione di tornare alla normalità».

Garanzie per gli eventi

Sul fronte degli eventi, il Ticino ha licenziato oggi un messaggio relativo al cosiddetto «scudo protettivo» per le manifestazioni a interesse sovracantonale che, se approvato dal Gran Consiglio in giugno, consentirà di offrire agli organizzatori sufficienti garanzie per permettere loro di pianificare gli eventi. Un segnale concreto, questo, che il Consiglio di Stato ha voluto dare per sottolineare «l’importanza» e il «valore» di un settore che «coinvolge direttamente e indirettamente moltissime persone che hanno dovuto fare sacrifici enormi - spiega Bertoli -. Il nostro obiettivo è di offrire alcune garanzie per permettere agli organizzatori di pianificare le loro attività con relativa tranquillità, anche se non siamo ancora alla normalità. Confidiamo che la situazione sanitaria non peggiori, in modo da poter tenere gli eventi e di non dover attivare effettivamente questa “assicurazione”».

«Berna è sempre rimasta coerente con la sua strategia»

Ma visto il miglioramento della situazione epidemiologica, questi ulteriori allentamenti non potevano essere decisi prima? Una domanda, questa, che continua a interrogare alcuni ticinesi che vedono nella gestione della pandemia del Consiglio federale una lentezza decisionale piuttosto che un cauto ottimismo. Il presidente del Governo, però, pone l’accento sull’evoluzione della campagna di vaccinazione, chiave di volta per uscire definitivamente da questa situazione. «Un elevato numero di persone vaccinate è una premessa necessaria per poter allentare le restrizioni. Riaprire in modo importante prima che le persone a rischio avessero avuto la possibilità di vaccinarsi avrebbe rischiato di generare più problemi di quanti ne avrebbe risolti, pur nella consapevolezza che molte persone stanno soffrendo delle chiusure prolungate. In generale il Consiglio federale ha dovuto prendere decisioni difficili in un clima di profonda incertezza e di forte pressione, ma va detto che è sempre rimasto coerente con la sua strategia del rischio controllato».

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