Botta e risposta sulle case anziani

scintille in aula

Approvato non senza polemiche il rendiconto 2019 del Dipartimento della sanità e della socialità - L’MPS critica le autorità sulla gestione delle strutture di riposo – Raffaele De Rosa: «Esternazioni provocatorie» - Luce verde anche ai conti del Territorio

Botta e risposta sulle case anziani
© CdT/Gabriele Putzu

Botta e risposta sulle case anziani

© CdT/Gabriele Putzu

Non sono mancate le polemiche poco prima dell’approvazione del rendiconto 2019 del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS). Le scintille in sala non hanno però riguardato le cifre, approvate con 37 voti favorevoli e 6 contrari, bensì una tematica alquanto sensibile in epoca COVID-19, ovvero la gestione da parte delle autorità di alcune case anziani e spitex prima e durante l’emergenza sanitaria. A scatenare la polemica durante il suo intervento è stato il deputato dell’MPS Matteo Pronzini, che è partito alla carica parlando di «strage di anziani» come conseguenza e sintomo di una «gestione incompetente da parte del Dipartimento e del medico cantonale».

Dal canto suo il direttore del DSS Raffaele De Rosa ha rispedito al mittente le critiche esprimendo apertamente il proprio dissenso sulle esternazioni del deputato definendole «provocatorie» e «intimidatorie». Il botta e risposta non si è però esaurito e la replica di Pronzini non si è fatta attendere: «Le autorità che sorvegliano l’applicazione della legge sanitaria sono incompetenti e non al proprio posto. È un obbligo da parte del Parlamento denunciare un comportamento scorretto in alcune case anziani. E noi stiamo facendo quello che dovrebbe fare l’opposizione in un Paese democratico». Pronzini ha anche posto l’accento sul confinamento degli anziani. Un fatto, questo, che a detta del deputato si poteva «prevedere e gestire in tutta sicurezza». Ricordiamo che l’MPS aveva richiesto ad inizio giugno l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) per fare luce sulla gestione dell’emergenza sanitaria nelle case di riposo.

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Il dibattito sul rendiconto per quanto riguarda il Dipartimento del territorio è stato decisamente più pacato e il rendiconto è stato approvato con 50 voti favorevoli e 9 contrari. La liberale radicale Roberta Passardi ha rilevato che il DT è il Dipartimento che usufruisce di più fondi, mentre la socialista Simona Buri ha evidenziato quanto sia difficile pianificare grandi progetti sul territorio ticinese che richiedono il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco. Affrontato anche il tema caldo dei dipendenti LASA e del relativo piano sociale, a cui il direttore del DT Claudio Zali ha prontamente risposto che «non vi era un obbligo da parte del Cantone di assumersi la responsabilità di un piano sociale e non si può spendere soldi a proprio piacimento». Per quanto riguarda i fondi spesi dal DT, Zali ha rilevato che «l’intenzione del Consiglio di Stato è quella di mantenere elevato il livello degli investimenti» e che i ritardi su diversi progetti sul tavolo sono dovuti soprattutto «alla gestione delle procedure», in quanto «la parte di tempistica nella pianificazione sfugge al controllo dell’Esecutivo». I lavori riprenderanno questo pomeriggio con il rendiconto del Dipartimento delle istituzioni. Il direttore Norman Gobbi risponderà inoltre alle interpellanze sulla questione permessi».

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