Clima

Caldo e ozono, un anno eccezionale?

Temperature in rialzo in Ticino, ma per far scattare il limite degli 80 chilometri in autostrada è ancora presto - Ivan Maffioli: «A fine giugno non ci aspettavamo di dover introdurre questa misura»

Caldo e ozono, un anno eccezionale?
Foto Gabriele Putzu

Caldo e ozono, un anno eccezionale?

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BELLINZONA - Il Ticino è nuovamente stretto nella morsa del caldo. Dopo la canicola registrata a fine giugno, per i prossimi giorni MeteoSvizzera ha diramato una nuova allerta di grado 3 per il Ticino centrale e meridionale. E se la colonnina di mercurio non accenna a scendere, come la mettiamo con le concentrazioni di ozono e la possibilità che - come qualche settimana fa - scattino gli 80 km all’ora in autostrada? «Fare una previsione in questo senso è difficile - ci spiega Ivan Maffioli, dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili - chiaro che si preannuncia una settimana difficile e caratterizzata dal gran caldo proprio come a fine giugno». La differenza, rileva il nostro interlocutore, è che «rispetto all’ultima ondata di canicola in questo periodo le giornate sono più corte in termini di insolazione e questo può aiutare a contenere, seppur parzialmente, i valori di ozono». Per legge, infatti, gli 80 km/h in autostrada scattano qualora la soglia limite di 240 microgrammi al metrocubo viene superata per tre ore consecutive e in almeno due stazioni di rilevamento, superando così i valori di norma di 120 microgrammi al metrocubo. «Già a fine giugno non ci aspettavamo di dover introdurre questa misura - continua Maffioli - anzi pensavamo che dal 2006, ovvero l’ultima volta che abbiamo adottato gli 80 km/h d’estate, non sarebbe più successo. E invece a fine giugno ci siamo ritrovati con una situazione simile. Se dovessimo introdurre anche in questi giorni il provvedimento allora possiamo dire che il 2019 sarebbe un anno eccezionale sotto questo punto di vista. Il problema è che quando si parla di ozono i valori possono cambiare molto velocemente e non è sempre facile fare delle previsioni». Il periodo più critico, rileva Maffioli, rimane quello compreso tra «fine giugno e inizio luglio» e rispetto al resto della Svizzera il nostro cantone detiene un indesiderato primato: «In media, se a Zurigo si registrano circa 200 ore di superamento dei limiti di legge a Chiasso parliamo già di 700-800 ore all’anno», conclude Maffioli.

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