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Quell'opuscolo FFS che offende i ticinesi

Interpellanza di Matteo Pronzini (Mps) sullo scritto "Visioni e apparizioni in Ticino": "Siamo dipinti come persone senza spirito di iniziativa, capaci solo di lagnarsi, con una 'mentalità da questuanti'"

Keystone
Andreas Meyer.
 
26
ottobre
2016
12:00
StF

BELLINZONA - Sta facendo discutere l'opuscolo "Visioni e apparizioni in Ticino" che le FFS stanno facendo circolare negli ultimi giorni. Si tratta in sostanza di un racconto scritto da Hanspeter Gschwend (già autore di piéces radiofoniche e del libro "Traversine e traversie - L'Officina, il Ticino e la Ferrovia del Gottardo").

Dopo una prefazione curata da Andreas Meyer, il CEO di FFS, il racconto narra un fantastico colloquio tra tale Lukas Bergmann e Giuseppe Molo. Bergmann (il cui nome tradotto alla lettera in italiano significa "uomo del monte") è al vertice delle Ferrovie Svizzere e giunge a Bellinzona la sera del 10 dicembre 2016, la vigilia dell'apertura della linea di base. Passeggiando sul viale stazione deserto incontra Giuseppe Molo, ossia il sindaco di Bellinzona dal 1877 al 1905, che ebbe un ruolo chiave nell'insediamento di quelle che oggi sono le Officine FFS a Bellinzona. I due poi discutono di quanto fatto e di quanto si farà in Ticino a livello ferroviario. Bergmann è abbastanza chiaramente un alias di Meyer (trovate l'opuscolo in allegato al termine dell'articolo).

Ebbene, i contenuti dell'opuscolo non sono piaciuti a tutti i ticinesi. Il granconsigliere Matteo Pronzini (Mps) ha già provveduto a inviare un'interpellanza al Consiglio di Stato, in quanto a suo dire "Lo scopo di questo teatrino, in cui si fa dialogare un attuale, visionario e lungimirante quadro delle FFS (nelle intenzioni del committente dell'opera si intende) con un sindaco defunto, è uno solo: fare "maturare" tra i ticinesi l'idea che l'Officina FFS di Bellinzona debba essere liquidata. E non si ha neppure il coraggio di dirlo a chiare lettere: si fanno parlare i morti pur di giungere ai propri fini! Nel dialogo, proprio a Giuseppe Molo, che ci si premura di descrivere come ispirato da generose sorsate di grappa, vengono infatti messe in bocca affermazioni gravi: i ticinesi vengono dipinti come persone senza spirito di iniziativa, capaci solo di lagnarsi, con una "mentalità da questuanti" sempre in attesa che siano le élite svizzere tedesche a trovare una soluzione ai loro problemi, fornendo nuove commesse alle Officine. Ci si potrebbe addirittura chiedere se questa pubblicazione non contenga una certa forma di razzismo da parte delle élite del nord verso la popolazione del ticino ( il sud)".

Il deputato chiede in sostanza al Governo di prendere posizione sull'opuscolo FFS riguardo ai punti citati in precedenza e su altri ancora (ad esempio il lato industriale di Bellinzona viene descritto come obsoleto e brutto rispetto allo splendore del resto della città). A sposare la sua battaglia c'è anche il sindacato transfiar: "La pubblicazione delle FFS offende profondamente la popolazione del Canton Ticino ed i suoi defunti. Questo modo di affrontare un tema così importante e delicato, sentito dalla popolazione ticinese, è fuori luogo e sa di presa in giro. Il sindacato transfair invita ad un approccio diverso, diretto e trasparente, tanto più che le occasioni di scambio e discussione sulle Officine non mancano, così come le innumerevoli domande e rivendicazioni formulate nel corso degli anni da parte della Commissione del personale delle Officine, i Sindacati, e l'Associazione giu le mani dalle Officine".

Nel pomeriggio le FFS hanno risposto nel merito (vedi suggeriti).

 L'opuscolo "Visioni e apparizioni in Ticino"

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