Carenza di «camici bianchi», arrivano i rinforzi

Progetto pilota

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio con cui sostiene il programma di finanziamento per l’assistentato in ambulatorio medico privato di medicina interna generale - Il direttore del DSS Raffaele De Rosa: «La prospettiva futura è preoccupante»

Carenza di «camici bianchi», arrivano i rinforzi
© CdT/Archivio.

Carenza di «camici bianchi», arrivano i rinforzi

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Mancano medici di famiglia e la prospettiva futura è «preoccupante». È in questo quadro che il Consiglio di Stato ha approvato un messaggio con cui sosterrà, tramite un finanziamento di 600 mila franchi l'anno, la formazione di nuovi medici di famiglia presso gli ambulatori privati in Ticino. «La prospettiva è preoccupante proprio pensando al ruolo centrale che riveste il medico di famiglia all’interno del settore sanitario», ha dichiarato il direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa durante la conferenza stampa svoltasi oggi. Attualmente, «l’età media dei medici di famiglia è attorno ai 60 anni e nel giro di 15 anni la maggioranza degli studi medici chiuderà e richiederà un ricambio generazionale», ha rilevato il presidente dell’Associazione ticinese di Medici di famiglia e dell’infanzia Alberto Chiesa. Sulla scia del «Praxisassitenz», ovvero la formazione di nuovi medici di famiglia già implementata oltre Gottardo, l’Esecutivo ha dato luce verde ad un progetto pilota dalla durata di cinque anni che prevede la gestione strategica, operativa e finanziaria dell’assistentato in ambulatorio privato di medicina interna generale.

Il progetto
Prevede il parziale finanziamento annuale da parte del Cantone di cinque posti a tempo pieno di medici assistenti in formazione post-diploma (al quarto anno), la cui durata potrà variare da sei a dodici mesi. Il credo annuo previsto, ovvero 600 mila franchi, permetterà di coprire il 60% del salario del medico assistente, mentre il restante 40% verrà assunto dal medico formatore. «Il modello del Praxisassitenz è stato implementato in tutta la Svizzera e il Ticino è rimasto l’unico Cantone a non avere questa possibilità», ha precisato il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti. Con l’approvazione del Consiglio di Stato, quindi, «possiamo correggere questo gap in modo significativo».

Ma come verranno distribuiti i posti di formazione sul territorio ticinese? Il Consiglio di Stato definirà i processi di scelta degli ambulatori destinati ad accogliere i medici assistenti, i requisiti di qualità dei medici formatori e dei medici assistenti che parteciperanno al progetto pilota nonché il sistema di monitoraggio, che permetterà dopo i primi tre anni di valutare l’esperienza e formulare una proposta di soluzione definitiva. Gli studi privati di medicina che rientrano nel progetto dovranno essere distribuiti tenendo in considerazione le periferie e assicurando una certa rotazione. L’intenzione di aprire uno studio di medicina di famiglia in Ticino, infatti, costituirà un titolo preferenziale nella selezione dei candidati. A Berna, per esempio, il 43% dei partecipanti al programma ha continuato a esercitare nello stesso studio dove ha svolto la Praxisassistenz. Il tema è molto sentito dalla popolazione, infatti nel maggio del 2014, tutti i Cantoni e l'80% dei cittadini hanno accolto il nuovo articolo costituzionale denominato «Cure mediche di base» che dà alla Confederazione e ai Cantoni i compiti di assicurare a tutta la popolazione l'accesso «a cure mediche di base sufficienti e di qualità».

Indicatori allarmanti

La preoccupante prospettiva futura ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro - presieduto dal Medico cantonale Giorgio Merlani – per fare fronte «all’aumento della speranza di vita che genera una serie di temi legati all’espansione delle malattie cronache, che causano a loro volta un aumento dei costi sanitari, l’espansione degli studi medici nei centri urbani e contestualmente alla penuria di studi nelle zone periferiche», ha precisato il direttore del DSS. Per De Rosa, infatti, il medico di famiglia deve ritornare al centro del processo di cura anche nell’ottica di contenere l’aumento dei costi della salute.

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