Casi di rigore e rendita ponte, dalla politica unità di intenti

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In Commissione gestione e finanze sono stati firmati all’unanimità i rapporti sui due aiuti per contrastare le conseguenze economiche della pandemia - Gianella: «Fondamentale erogarli al più presto» - Durisch: «Si va nelle direzione giusta» - Guerra: «Provvedimenti responsabili e tempestivi» - Agustoni: «È un primo passo»

Casi di rigore e rendita ponte, dalla politica unità di intenti
© CdT/ Chiara Zocchetti

Casi di rigore e rendita ponte, dalla politica unità di intenti

© CdT/ Chiara Zocchetti

(Aggiornato alle 20.11) - L’accordo politico, perlomeno in Commissione gestione finanze, è stato trovato. Il gremio presieduto da Matteo Quadranti (PLR) ha dato luce verde a due importanti aiuti per le aziende e le persone maggiormente colpite dalle conseguenze economiche dalla pandemia: il sostegno per i casi di rigore e la prestazione ponte COVID a complemento del sistema di sicurezza sociale. L’unità di intenti delle forze politiche, in attesa di superare il voto in Gran Consiglio (ma anche qui non dovrebbero esserci sorprese), si è tradotta nelle firme all’unanimità dei relativi rapporti (il primo dello stesso Quadranti e il secondo del popolare democratico Lorenzo Jelmini).

In attesa di novità da Berna

Per quanto riguarda gli aiuti per i casi di rigore - destinati alle aziende attive nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia - la Gestione si riserva di poter intervenire sul decreto legge con degli emendamenti per adeguare il testo alle novità federali che emergeranno dal Consiglio federale nei prossimi giorni. Attualmente la conditio sine qua non per l’ottenimento degli aiuti è legata a una riduzione del 40% della cifra d’affari del 2020 rispetto alla media degli anni precedenti. Questa soglia potrebbe venir abbassata al 20-25%. La misura prevede un pacchetto da 75,6 milioni di franchi, 24,5 dei quali a carico del Cantone, i restanti a carico della Confederazione. In caso di abbassamento di questa percentuale, il presidente della ‘Gestione’ osserva che «non per forza vi sarà un aumento della quota a carico dei Cantoni». Inoltre, come annunciato negli scorsi giorni dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, Berna dovrebbe rivedere l’attuale normativa riguardante i casi di rigore anche e soprattutto per aiutare i settori colpiti da una chiusura d’ufficio (come ad esempio la ristorazione), i quali hanno bisogno di liquidità immediata per coprire i costi fissi ma devono aspettare quasi un anno per presentare i dati relativi alla cifra d’affari del 2021.

Sostegno unanime è stato garantito anche alla rendita ponte, ossia il riconoscimento di un aiuto finanziario straordinario limitato nel tempo per gli indipendenti e coloro che non percepiscono sostegni LADI. L’impatto della misura a livello finanziario è di 7,9 milioni di franchi, suddivisi tra Cantone e Comuni (5,9 milioni a carico del Cantone e 2 a carico dei Comuni), per una chiave di riparto del 75% e, rispettivamente 25% dei costi. «Nonostante alcune perplessità sugli oneri amministrativi per i Comuni è stato deciso di sostenere la proposta governativa», ha spiegato Quadranti.

Le reazioni

Insomma, l’accordo trovato in sede commissionale dovrebbe reggere senza particolari scossoni anche in Gran Consiglio, il prossimo 25 gennaio. «Questi aiuti vanno nella direzione giusta», ribadisce il capogruppo socialista Ivo Durisch. «La proposta di una rendita ponte deriva da una mia mozione sul fondo sociale e non posso che dirmi soddisfatto». Sul tavolo restano ancora una trentina di atti parlamentari inevasi, in particolare mozioni che il messaggio governativo proponeva di evadere. È invece passata la proposta «di trattarli in dettaglio sentendo i mozionanti». Soddisfazione è stata espressa anche dai liberali radicali: «Anche la velocità con cui si è giunti alla firma dei rapporti, in particolare quello sui casi di rigore, è stata molto positiva. In questo modo siamo in grado di fornire aiuti immediati», osserva la capogruppo del PLR Alessandra Gianella. In attesa di novità da Berna su un eventuale accesso facilitato, «è fondamentale che tra febbraio e marzo si possa già erogare i primi aiuti». La necessità di disporre celermente di questi aiuti è stata evidenziata anche dal PPD: «Il fatto che siano firmati da tutti segnale positivo», afferma il capogruppo Maurizio Agustoni. «Ora serva un’applicazione celere da parte dell’Amministrazione cantonale. La sfida di fondo non è tanto arrivare a questa base legale per i casi di rigore, bensì riuscire ad applicarla in maniera comprensibile, trasparente e rapida, evitando gli abusi». In ogni caso, rammenta, «si tratta di un primo passo, commisurato alle disponibilità finanziarie del Cantone, e se la situazione si protrae non basterà a sostenere in modo adeguato l’economia e saranno necessari altri strumenti». Dal canto loro, gli ecologisti si aspettano «un ampliamento dei destinatari e condizioni meno restrittive per i casi di rigore», mentre la prestazione ponte, sottolinea Samantha Bourgoin, «è un sistema intelligente che aiuta le persone che sono in bilico tra una difficoltà economica e la necessità di aiuti sociali». È però importante che «da parte del cantone ci sia una comunicazione e un’informazione proattiva».

Spostiamoci ora a destra dello scacchiere politico. Le misure verranno sostenute anche dall’UDC, partito che ribadisce però le proprie criticità sulle chiusure generalizzate. «Le finanze cantonali non stanno bene ma non è i questi ambiti che bisogna risparmiare», premette il deputato Paolo Pamini. «Alla luce delle varie chiusure, è giusto che lo Stato si faccia carico dei costi che causa». «Si tratta di due provvedimenti responsabili e tempestivi per la popolazione», rimarca Michele Guerra (Lega). «Per quanto riguarda i casi di rigore, potremo ora aiutare le aziende maggiormente in difficoltà con l’erogazione dei primi aiuti fra febbraio e marzo. Grazie a quanto scelto dal Parlamento potremo essere tempestivi. La rendita ponte, invece, potrà venire utile qualora dovessero venne meno aiuti previsti come IPG-Corona compensando parte di reddito. E questo in collaborazione con i Comuni».

La lettera al Governo e i 100 milioni per gli edifici del Cantone

Durante i lavori, la Commissione ha pure deciso di fare il punto sui numerosi atti parlamentari sul tema COVID rimasti ancora inevasi, alcuni dei quali risalenti allo scorso aprile. «Molti sono ormai superati dagli eventi». Infine, i commissari hanno scritto una lettera al governo per chiedere lumi su eventuali proposte di rilancio scaturite dallo speciale gruppo di lavoro istituito dal Cantone. Infine, la ‘Gestione’ ha anche sottoscritto il rapporto favorevole al messaggio governativo da 100 milioni di franchi che prevede la realizzazione di lavori di manutenzione negli edifici pubblici durante il periodo 2020-2027. All’orizzonte c’è però un possibile emendamento dell’UDC che proporrà di ridurre il contributo a 95 milioni.

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