«Chiudere i confini? Ormai i buoi sono scappati dalla stalla»

Pandemia

Con l’infettivologo Massimo Galli, primario dell’Ospedale Sacco di Milano, abbiamo parlato della situazione tra Lombardia e Ticino, della diffusione del virus e del vaccino: «I Governi devono collaborare: bisogna monitorare le mutazioni sudafricana e brasiliana, su cui il preparato sembra meno efficace»

«Chiudere i confini? Ormai i buoi sono scappati dalla stalla»
© CdT/Gabriele Putzu

«Chiudere i confini? Ormai i buoi sono scappati dalla stalla»

© CdT/Gabriele Putzu

Nelle scorse settimane il Comune di Viggiù è finito in zona rossa per evitare la diffusione delle varianti del coronavirus. Como e provincia sono passate all’arancione «rafforzato». In Lombardia, e in Italia in generale, il semaforo dei colori che regolano la severità delle misure anti-COVID ha iniziato ad illuminarsi di sfumature sempre più preoccupanti. La mutazione inglese del coronavirus è ormai diventata quella dominante (in Lombardia è stata registrata nel 64% dei campionamenti, e anche in Ticino la sua diffusione rappresenta il 60-70% dei casi testati). Uno scenario, quello odierno, che l’infettivologo Massimo Galli, tra le voci più autorevoli della pandemia in Italia, aveva previsto, con largo anticipo, alcune settimane fa. Con il primario dell’Ospedale Sacco di Milano abbiamo parlato...

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