«Ci aspettiamo un aumento nelle terapie intensive»

Pandemia

Il medico cantonale Giorgio Merlani: «Anche se vaccinati, non sentiamoci protetti al 100%, continuiamo a seguire le regole: sono stati pochi gli effetti collaterali» - Lisa Kottanattu dell’EOC: «Più contagi tra i bambini, ma non ci sono casi gravi» - VIDEO

«Ci aspettiamo un aumento nelle terapie intensive»
©CdT/ Chiara Zocchetti

«Ci aspettiamo un aumento nelle terapie intensive»

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Le autorità cantonali organizzano un momento informativo dalla sala stampa di Palazzo delle Orsoline a Bellinzona per un aggiornamento sulla situazione epidemiologica in Ticino. Presenti all’incontro, il medico cantonale Giorgio Merlani e Lisa Kottanattu, caposervizio dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana dell’EOC.

Il medico cantonale Giorgio Merlani fa il punto della situazione epidemiologica e parla di test e vaccini: «Dopo un periodo di stabilità tra gennaio e marzo, i valori sono di nuovo in salita. Sia per quanto riguarda i test effettuati sia per il numero di casi. La media delle cifre quotidiane è sopra 80, abbiamo raddoppiato la media in circa 4 settimane. Il numero di persone ospedalizzate rispetto a quelle dimesse torna in positivo: i posti occupati sono aumentati. Le persone ricoverate sono sotto le fasce di età dei vaccini, sono tra i 60 e i 75 anni. È cambiato il profilo delle persone che finiscono in ospedale. La variante inglese ha un decorso più grave: c’è una mortalità leggermente superiore e le persone giovani rischiano un decorso più grave della malattia. Ci aspettiamo che le persone in terapia intensiva aumentino in questa ondata. Sarebbe un peccato ammalarsi adesso, tra pochi mesi anche gli over 65 saranno immunizzati. È importante continuare a seguire le regole, per non mettere in difficoltà il sistema sanitario. La vaccinazione protegge bene, ma ci sono comunque casi di infezioni. Una persona dopo la prima dose non deve ritenersi protetta. Dopo la seconda dose, in caso di sintomi, non bisogna comunque escludere il coronavirus. Occorre chiamare subito il medico. Alcune farmacie sono cariche di richieste, ma non tutte: se chiamate per il tampone e non trovate posto, potete trovarne un’altra. Sul sito del Cantone trovate la lista. I test rapidi sono pagati dalla Confederazione, ma i PCR, quelli che si usano per viaggiare, sono a pagamento. Anche i test rapidi e gli auto-test (i test fai da te, meno affidabili, saranno disponibili nelle farmacie a partire dal prossimo 7 aprile ) non devono dare una sicurezza al 100%, è meglio non avere contatti con molte persone subito dopo la diagnosi. Le autorità cantonali stanno pensando ad un progetto legato ai test fai da te: far sì che tutta la popolazione lo faccia nello stesso giorno per capire l’andamento epidemiologico in Ticino. Nelle scuole i casi sono aumentati, a causa della variante inglese. È possibile mantenere le classi aperte, perché le quarantene sono molto poche, anche grazie ai test e le indagini ambientali. I test di massa nelle scuole non fanno la differenza. Fa la differenza fare le indagini dopo che troviamo un allievo sintomatico. Per le vacanze di Pasqua occorre rispettare le regole e non fare feste private con troppe persone. Visto che la stagione è bella è meglio stare all’aperto. Abbiamo nuove regole per le case per anziani a Pasqua: prevediamo degli alleggerimenti, perché la situazione nelle strutture è positiva. Nelle case anziani ci saranno altre 400 vaccinazioni. I residenti potranno trovarsi in tavoli da 5, distanziati, e le visite saranno concesse in modo più largo. Stiamo lavorando sui test di massa, per essere pronti dopo le vacanze di Pasqua: abbiamo fatto un’indagine presso le aziende interessate per farci un’idea sul lavoro da svolgere. La campagna di vaccinazione procede bene: siamo all’80% di iscrizioni dei malati cronici e al 30% di over 65. Sono oltre 23 mila gli abitanti che hanno ricevuto due dosi: percentualmente, per quanto riguarda le persone vaccinabili, siamo al 10% della popolazione. Gli effetti collaterali sono stati pochi, soprattutto in termini di gravità. La vaccinazione è sicura, nonostante quello che si legge su diversi siti poco affidabili. Negli studi medici e nei checkpoint non vengono fatti test agli asintomatici. Gli asintomatici possono fare il test nelle farmacie».

La caposervizio dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana dell’EOC Lisa Kottanattu illustra l’attuale situazione nella fascia pediatrica: «Ci sono più contagi tra gli under 16, ma non ci sono decorsi gravi. A livello del numero di ricoveri siamo rimasti stabili, meno bambini in questa ondata sono finiti in ospedale. Tra i 6 e i 12 anni c’è stato un aumento di positivi, a causa delle varianti. Vogliamo evitare la chiusura delle scuole: la mancanza di socializzazione per i bambini ha un effetto devastante. Cercheremo di testare di più, anche i bambini sotto i 6 anni, ma in accordo con la famiglia e il medico. In età pediatrica resta in vigore il test PCR, ma possiamo usare un test salivare per i bimbi asintomatici sopra i 6 anni. Il campione salivare è un po’ più difficile, anche se meno invasivo: il bambino non deve mangiare, bere, lavarsi i denti prima di effettuarlo. La saliva deve essere poi fatta colare in un buco per tre volte il tempo di campionamento è più lungo. Resta comunque una valida alternativa al naso-faringeo. L’auto-test in età pediatrica non è consigliato, ma può essere consigliato in determinati casi ai bambini con più di 12 anni».

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