Circa trentamila ticinesi hanno gli anticorpi

Pandemia

Raffaele De Rosa, Giorgio Merlani e Martine Bouvier Gallacchi illustrano i dati riguardanti il Ticino - Al momento le persone in quarantena sono più di 450 - Un contagiato al Woodstock di Bellinzona e tamponi in attesa del risultato - Possibile focolaio in una colonia estiva

Circa trentamila ticinesi hanno gli anticorpi
©CdT/Gabriele Putzu

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Circa trentamila ticinesi hanno gli anticorpi
©CdT/ Chiara Zocchetti

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Vengono presentati quest’oggi dall’aula del Gran Consiglio, a Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona, i risultati dello studio sierologico condotto dall’Ufficio del medico cantonale. Durante l’incontro informativo viene inoltre fatto il punto sull’evoluzione epidemiologica del coronavirus in Ticino. I relatori presenti sono Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Giorgio Merlani, medico cantonale, e Martine Bouvier Gallacchi, capo servizio di promozione e valutazione sanitaria.

Il primo a prendere la parola è il consigliere di Stato Raffaele De Rosa: «Il risultato dei test permetterà di costruire su scala mondiale la conoscenza di questo virus. Un virus per certi versi ancora ignoto che porta con sé una forte carica virale. La situazione a livello nazionale e cantonale rimane fluida, va monitorata continuamente. Settimana scorsa c’è stato un certo movimento dei numeri, negli ultimi 3 giorni in Ticino i casi sono stati: 1 sabato, 4 domenica e 5 stamattina. L’estate non sarà un periodo si vacanza, ma un periodo in cui dovremo rimanere estremamente vigili. La fine delle scuole, l’arrivo dell’estate e una serie di doppi zero per quanto riguarda contagi e decessi, hanno fatto abbassare la guardia a diverse persone, specialmente nelle categorie meno a rischio. L’invito è quello di limitarsi negli spostamenti, magari facendo le vacanze in Svizzera, ancora meglio se in Ticino».

«Circa 30 mila ticinesi hanno gli anticorpi»

Il medico cantonale Giorgio Merlani ha analizzato i dati in Ticino: «Dopo i cali del mese di giugno qualcosa si muove in Svizzera ma anche in Ticino. I casi totali sono 3351 attualmente. Non abbiamo più nessuna persona ricoverata negli ospedali, neanche in riabilitazione. Cifre piccole, ma da tenere sotto controllo. All’inizio le persone si muovevano poco, nel mese di maggio c’erano al massimo 89 persone in quarantena, a fine giugno con l’allentamento delle misure ne sono state poste in quarantena 112. Ora il totale delle persone in quarantena è sopra i 450. Le domande a cui vogliamo rispondere con i test sierologici sono: qual è il valore protettivo degli anticorpi? Quale la durata della risposta immunitaria? Quante persone sono entrate in contatto col virus? Lo studio ha una durata di 12 mesi. Oltre al caso della recluta al Woodstock di Bellinzona (da cui è emerso un ulteriore contagio e ci sono dei test in attesa di risultato), c’è stato un altro importante focolaio, attualmente sotto controllo. Inoltre una colonia estiva di ragazzi potrebbe finire in quarantena, in quanto una persona legata alla struttura ha avuto sintomi sospetti. I genitori sono stati avvisati, per ora i ragazzi non andranno in colonia. Un ragazzo di una squadra di calcio minore, risultato positivo, ha fatto un allenamento e la squadra è stata messa in quarantena. Sono tre le reclute ticinesi positive al virus. Circa 30 mila ticinesi sono entrati in contatto col virus e hanno gli anticorpi. I decessi sono stati 1 su 1000. Nei prossimi mesi cercheremo di capire chi ha ancora gli anticorpi e i valori degli anticorpi».

«Test molto efficaci»

Martine Bouvier Gallacchi ha poi illustrato i dati dei test sierologici: «Dal 16 maggio al 22 giugno, 5 settimane di raccolta dati sulla popolazione. Lo studio è andato molto bene. I dati hanno un valore per la popolazione ticinese e comprende persone a partire dai 5 anni di età. La misura degli anticorpi è stata effettuata con il test rapido ELISA (donato dalla società IBSA Institut Biochimique SA che, oltre a presentare una buona sensibilità e specificità, è semplice da utilizzare e fornisce il risultato in tempi rapidi). Abbiamo aspettato almeno 15 giorni dall’inizio della fase dei sintomi per trovare tracce di una risposta del sistema immunitario. Il test viene effettuato molto velocemente con un pic al dito. Sono state selezionate 1500 persone, circa il 62% dei ticinesi ha risposto all’invito, una minoranza ha rifiutato di partecipare allo studio, ma soprattutto per difficoltà motorie o persone che hanno un indirizzo in Ticino ma vivono all’estero: la risposta è stata eccellente. I test sono stati 929, 2 li abbiamo esclusi perché formalmente le persone non risiedevano in Ticino. I partecipanti hanno potuto contare su una rete capillare di 118 medici di famiglia volontari, che si sono messi a disposizione per raccogliere i dati, effettuare i test, e comunicare i risultati. La performance del test è stata ottima, i falsi positivi sono stati molto pochi. Non ci sono differenze significative in relazione al genere e all’età».

I risultati:

Circa trentamila ticinesi hanno gli anticorpi

positivi 9,4%, 87 persone su 927 persone (il dato ponderato e corretto è dell’8,9% con un intervallo di errore che va tra il 7% e l’11%).

negativi 90,1%, 835 su 927

indeterminati 0,5%, 5 su 927

Gli asintomatici

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Circa il 4,5% del campione non ha avuto sintomi, ma è risultato positivo. Il valore potrebbe essere però influenzato dalle percezioni personali, potrebbe trattarsi di persone che non ricordano di avere avuto dei sintomi.

Impatto sulla salute

Circa trentamila ticinesi hanno gli anticorpi

Alla luce dei dati raccolti, si evidenzia che:

- In Ticino, in 1 persona su 10 si rilevano anticorpi contro il virus SARS-CoV-2

- Non è possibile riscontrare differenze statisticamente significative di sieroprevalenza rispetto al sesso e all’età

- Si osserva una buona corrispondenza tra le persone positive sia al test diagnostico (RT-PCR) che al test sierologico rapido (ELISA)

- Tra le persone che hanno manifestato dei sintomi compatibili ma senza aver effettuato un test RT-PCR, 1 su 6 presenta degli anticorpi misurabili

- Tra le persone asintomatiche, 5 su 100 risultano positive al test sierologico

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