Alle frontiere svizzere oltre 100 mila respingimenti e migliaia di multe

Durante il lockdown

Circa 130 i valichi elvetici chiusi durante la «situazione straordinaria» imposta con l’arrivo del coronavirus, ma il lavoro non si è fermato: dalle entrate illegali agli stupefacenti, tutti i numeri di due mesi intensi di attività

Alle frontiere svizzere oltre 100 mila respingimenti e migliaia di multe
CdT/ Chiara Zocchetti

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Alle frontiere svizzere oltre 100 mila respingimenti e migliaia di multe

Alle frontiere svizzere oltre 100 mila respingimenti e migliaia di multe

Con la proclamazione da parte del Governo fedeerale della «situazione straordinaria» annunciata il 16 marzo scorso a causa del coronavirus, la Svizzera, così come numerosi altri Stati, ha adottato una serie di misure per ridurre il rischio di trasmissione del virus, come la reintroduzione dei controlli sistematici alle frontiere interne e l’emanazione di restrizioni d’entrata, aboliti poi il 15 giugno. Passati due mesi, l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) ha ora stilato un bilancio dell’attività svolta alle frontiere in questo specifico periodo.

Circa 130 i valichi chiusi in tutta la Svizzera

Per attuare in modo mirato le misure, in tutta la Svizzera sono stati chiusi circa 130 piccoli valichi di confine e il traffico è stato canalizzato verso quelli più grandi. Per la prima volta sono state introdotte anche delle corsie prioritarie (Green Lanes) riservate a persone che lavorano nel settore sanitario o che svolgono professioni di simile importanza, in modo da permettere a queste persone di continuare ad attraversare il confine.

Consentito il traffico merci

Il traffico delle merci commerciabili ha continuato a funzionare normalmente: è quindi sempre stato possibile importare, esportare o far transitare merci in Svizzera. Per garantire il disbrigo efficiente del traffico delle merci commerciabili al confine nonché l’approvvigionamento rapido della popolazione svizzera con materiale di protezione, l’AFD ha adottato varie misure a livello nazionale, come le corsie prioritarie per l’importazione di merci o l’incentivazione del disbrigo elettronico delle procedure.

Il sostegno dell’esercito e della polizia

Le nuove disposizioni al confine hanno posto l’AFD davanti a una notevole sfida per quanto riguarda il personale, si legge poi in una nota dell’organo federale. Per garantire la capacità di resistenza, l’AFD ha ricevuto il sostegno dell’esercito, che ha messo a disposizione 50 poliziotti militari e complessivamente 1800 militari di milizia, principalmente impiegati al confine verde e per sostenere le misure di canalizzazione. Inoltre, per rafforzare i controlli al confine, in vari Cantoni sono stati impiegati provvisoriamente dei poliziotti.

Traffico di confine crollato dell’80%

Al culmine delle misure, il traffico transfrontaliero delle persone ha subito un crollo dell’80 per cento in tutto il Paese. Dopo che il 15 giugno, la Svizzera ha revocato tutte le misure COVID al confine, il traffico è di nuovo aumentato rapidamente. Al momento la percentuale è ancora inferiore di circa il 10 per cento rispetto ai valori registrati prima della crisi.

Alle frontiere svizzere oltre 100 mila respingimenti e migliaia di multe

112.049 le persone respinte

Per via delle restrizioni d’entrata, l’AFD ha respinto alle frontiere interne 112.049 persone. L’entrata è invece stata concessa a 16.854 persone che si trovavano in una situazione di assoluta necessità.

8.848 le multe inflitte

In 8 848 casi sono state inflitte multe per infrazioni alle misure COVID. 2 458 casi hanno riguardato il turismo degli acquisti e consegne vietate di merci al confine. Il provvedimento è stato necessario al fine di evitare un sovraccarico delle infrastrutture al confine a causa di viaggi non necessari. Finora è stato presentato ricorso in 51 casi.

15.400 i reati constatati

Complessivamente, dal 16 marzo al 14 giugno, sono stati constatati 15.400 reati. L’anno precedente, nello stesso periodo, i casi registrati erano stati 27.125. Si è trattato, tra l’altro, di infrazioni alla legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, alla legge sugli stupefacenti e alla legge sulle armi nonché di reati nell’ambito di falsità di documenti e della circolazione stradale.

In occasione delle ricerche effettuate durante i controlli alle dogane, sono stati registrati 3 693 risultati positivi (stesso periodo nel 2019: 6 446): 843 casi riguardavano persone ricercate perché sospettate di aver commesso un delitto o un crimine, 331 concernevano veicoli e oggetti ricercati e 1 652, invece, ordini d’arresto. Per via dell’intensità dei controlli e delle ricerche è stato possibile accertare 1 182 soggiorni illegali. Nell’ambito degli stupefacenti sono state scoperte 2 881 infrazioni. A seguito della revoca dei controlli alle frontiere interne e con il forte aumento del traffico transfrontaliero, l’AFD ha registrato una notevole crescita dei casi penali in tutti gli ambiti, soprattutto in quello del contrabbando delle merci.

Esemplare per l’efficacia dell’attività di ricerca è stato l’arresto di un quarantenne che voleva entrare in Svizzera dalla Francia: l’uomo era segnalato per l’arresto per omicidio e nei suoi confronti era stato emanato un divieto d’entrata in Svizzera. Un altro esempio è la messa al sicuro di 30 chilogrammi di cocaina contrabbandati, nascosti sotto delle palette in un autocarro.

135 000 le telefonate trattate

L’elevata esigenza di informazioni da parte della popolazione si è riflettuta nelle cifre relative alle richieste fatte alla centrale d’informazione dell’AFD: durante la situazione straordinaria i collaboratori della centrale hanno ricevuto 135 000 telefonate. Tale cifra corrisponde all’incirca al numero di telefonate ricevute nell’intero 2019. A ciò si aggiungono le circa 30 000 richieste giunte via e-mail.

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