Como e Ticino, tavolo di lavoro su A9 e Regina

viabilità

Si valuteranno i flussi di traffico causati dalla chiusura della dorsale lariana e dell’ultimo tratto dell’autostrada a Chiasso

Como e Ticino, tavolo di lavoro su A9 e Regina
© CdT/Gabriele Putzu

Como e Ticino, tavolo di lavoro su A9 e Regina

© CdT/Gabriele Putzu

(Aggiornato alle 21.36) Statale Regina chiusa per quattro mesi. E A9 impraticabile a singhiozzo, nel tratto più prossimo alla frontiera con la Svizzera, ancora fino al 5 novembre e poi, per qualche settimana, a marzo. I grandi cantieri che interessano il territorio a ridosso del Luganese e del Mendrisiotto sono stati ieri al centro di una riunione in videoconferenza cui hanno partecipato, con il tramite e il coordinamento della Comunità di lavoro Regio Insubrica, politici, amministratori e tecnici della Regione Lombardia, della Provincia di Como e del Canton Ticino.

Un tavolo di lavoro che, forse per la prima volta, ha accorciato - fino a ridurle del tutto - le distanze tra i territori di confine, chiamati ad affrontare le conseguenze della chiusura di due arterie chiave della viabilità lariana: la dorsale occidentale del Lago di Como, molto utilizzata dai frontalieri che entrano in Svizzera dalle dogane di Chiasso e Vacallo, e l’autostrada.

Il presidente di Villa Saporiti e sindaco di Trezzone, Fiorenzo Bongiasca, rivendica la paternità dell’incontro di ieri mattina: «Era giusto, da parte nostra, dare agli amici svizzeri tutte le informazioni utili su ciò che potrebbe accadere con l’apertura dei cantieri». In particolare, aggiunge Bongiasca, «ragionare sulle criticità che potrebbero evidenziarsi a marzo, quando per alcune settimane sia la Regina sia la A9 saranno chiuse».

La dorsale lariana sarà inaccessibile dal 29 novembre prossimo e sino al 1. aprile 2022. Un lasso di tempo lungo ma necessario per scavare l’ingresso Sud della variante che scavalcherà gli abitati di Colonno, Tremezzina e Griante.

Il traffico che normalmente raggiungeva Como e il Ticino da Nord dovrà quindi necessariamente scegliere tra due alternative: la Provinciale della Valle Intelvi o la diramazione della Regina verso Porlezza e Valsolda, quindi Gandria e la A2.

I volumi potenziali di questo traffico non sono facili da prevedere. Certamente, la pressione verso la Svizzera sarà maggiore soprattutto sul fronte delle merci.

Al di là di tutto, sono da sottolineare lo «spirito collaborativo» e «la volontà di intraprendere azioni condivise per attutire le ripercussioni sulla mobilità dei territori di confine» dichiarate formalmente nel comunicato conclusivo diffuso ieri.

Un passaggio non scontato, che viene confermato al Corriere del Ticino da Francesco Quattrini, segretario della Regio Insubrica e delegato cantonale per i rapporti con l’Italia.

«Nelle prossime settimane bisognerà capire lo spostamento dei flussi di traffico - dice Quattrini - anche per anticipare le possibili difficoltà che si presenteranno a marzo quando saranno aperti in contemporanea i cantieri sulla A9 e sulla Statale Regina».

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