Con le frontiere aperte spuntano gli sconti ai supermercati

Il caso

Bennet, Carrefour e altri giganti della distribuzione hanno abbassato i prezzi ma il ritorno della clientela svizzera non c’entra – Intanto, il sindaco di Ponte Tresa Massimo Mastromarino sorride: «Quella della spesa in Italia, per i ticinesi, era un’abitudine consolidata ma anch’io finalmente potrò tornare a Lugano per il Lac o per un aperitivo»

Con le frontiere aperte spuntano gli sconti ai supermercati
Da oggi sarà possibile tornare in Italia a fare la spesa. © CdT/Gabriele Putzu

Con le frontiere aperte spuntano gli sconti ai supermercati

Da oggi sarà possibile tornare in Italia a fare la spesa. © CdT/Gabriele Putzu

Ma guarda un po’. La Svizzera permette ai suoi cittadini di tornare in Italia (anche) per la spesa e che succede? Bennet, Carrefour e altri giganti della distribuzione applicano una serie di sconti monstre. Fino al 50%. Le due cose, tuttavia, non sono legate. «No, anzi» ci dice il consigliere delegato e rappresentante legale di Bennet Adriano De Zordi. «Le nostre strategie non sono cambiate in funzione del ritorno della clientela elvetica. No, in questi mesi abbiamo puntato sull’e-commerce mentre con una campagna ad hoc, ‘‘100% grazie’’, abbiamo voluto fare un omaggio a chi lavora con noi. Sono stati mesi difficili, ma loro non hanno mai fatto mancare il sorriso ai clienti. E proprio l’e-commerce, nei prossimi mesi, verrà implementato».

E il sorriso, comunque, da oggi sarà più largo: «Certo, la mancanza dei ticinesi nei vari punti prossimi alla frontiera si è fatta sentire. Ma tutti, poi, hanno ritrovato l’equilibrio grazie alla clientela italiana e, appunto, agli acquisti online. Quella della spesa oltre frontiera, per gli svizzeri, era una cosa piuttosto radicata. Siamo ovviamente felici di poter ricevere di nuovo i nostri vicini».

Sorride anche il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino: «Quella della spesa in Italia, per i ticinesi, era un’abitudine consolidata. In questi mesi molti svizzeri mi chiamavano per sapere quando sarebbe stato nuovamente possibile venire da noi a fare acquisti. Questo fa capire quanto siano legati, lungo il confine, i nostri Paesi. Dal 3 giugno c’è stata una prima ondata di arrivi dal Ticino: i fedelissimi, direi. Chi aveva il barbiere, l’estetista o il ristorante di fiducia. Era ed è una questione di rapporti. Di vicinanza, anche. Ma lo stesso vale per noi: io, ad esempio, potrò ritornare al LAC di Lugano o al Lido, potrò godermi Via Nassa il giovedì sera. Come facevo prima. Tornando ai nostri supermercati, beh, mi aspetto un buon afflusso di persone. Torneranno anche gli avventori mordi e fuggi, al di là della paura. I danni causati dalle ingenti piogge dell’altro weekend, per fortuna, non hanno riguardato gli esercizi commerciali. Siamo pronti ad accogliere i nostri amici ticinesi».

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