Controlli in dogana, oggi si fa sul serio

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Dopo le verifiche «blande» di ieri sui frontalieri in entrata in Ticino, oggi la situazione ai valichi è molto diversa

Controlli in dogana, oggi si fa sul serio
© CdT/JR

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Controlli in dogana, oggi si fa sul serio

Controlli in dogana, oggi si fa sul serio

Avevano fatto molto discutere ieri mattina i «controlli blandi» eseguiti alle dogane (sia da parte italiana, sia da parte svizzera) sui frontalieri in uscita dalla Lombardia - e in entrata in Ticino - e dunque provenienti dalla zona arancione. «Controlli blandi», lo ricordiamo, che hanno spinto la Polizia Cantonale e le Comunali ad intensificare i loro organizzando dei posto di blocco vicino ai principali valichi ticinesi.

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Oggi la situazione sembra molto diversa e i controlli sono diventati decisamente più sistematici. A Chiasso per esempio le auto vengono fermate prima dagli agenti italiani (che si assicurano abbiano i documenti con cui indicano dove andranno), poi dalle guardie di confine elvetiche (che controllano i permessi di lavoro) e poi probabilmente anche da una pattuglia di polizia che abbiamo visto eseguire dei controlli poco prima dell’entrata autostradale.

Tanti, fermati sul versante svizzero, sono stati fatti rientrare. A diversi automobilisti con targhe tedesche per esempio, in arrivo dalla Lombardia, è stato ordinato di fare retromarcia e tornare in Italia.

«È un sacrificio che possiamo fare!»

È con queste parole che sentiamo un ufficiale delle fiamme gialle «rimbrottare» un automobilista (l’auto è targata in Ticino) che, probabilmente, si è lamentato per i controlli. «È un sacrificio che possiamo fare almeno fino al 3 aprile. Serve a evitare il contagio». L’uscita dalla «zona protetta» italiana è infatti concessa solo per motivi di comprovata necessità. Sì può raggiungere il Ticino per lavoro per esempio, ma non per svago o per futili motivi. Ed è chiaramente consigliato fare altrettanto anche per chi dalla Svizzera pensa di andare in Italia.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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