Di Maio in Ticino: «Cari svizzeri, l’Italia vi aspetta»

l’incontro

Il ministro degli Esteri italiano ha incontrato il consigliere federale - Cassis: «La frontiera che ci ha separati oggi ci riunisce. Fiscalità dei frontalieri? Resta una questione tra Berna e Roma» - Gobbi: «La situazione di stallo è incomprensibile» - FOTO E VIDEO

Di Maio in Ticino: «Cari svizzeri, l’Italia vi aspetta»
© Ti-Press/Alessandro Crinari

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(Aggiornato alle 13.47) È atterrato attorno alle 9.30 all’aeroporto di Agno il volo del ministro degli Esteri Luigi di Maio, che oggi ha incontrato il consigliere federale Ignazio Cassis.

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L’arrivo del volo di Di Maio ad Agno. © CdT/BP

Il direttore del DFAE ha accolto il ministro Di Maio alla dogana di Brogeda, nessuna stretta di mano ma un saluto col gomito, per rispettare le misure di distanza sociale per il coronavirus. «Sono felice di vederti dal vivo», ha detto Di Maio a Cassis. I due ministri sono stati in contatto durante l’emergenza coronavirus, in particolare all’indomani dell’annuncio dell’Italia di chiudere le frontiere. Un momento delicato, nel quale Cassis ha discusso con l’Italia per garantire l’accesso in Svizzera ai lavoratori frontalieri, in particolare al personale sanitario. Al valico di Brogeda erano presenti anche il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.

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L’arrivo dei ministri al museo Vela di Ligornetto. © Ti-Press
Di Maio: «Ci avete mandato tute e mascherine nei giorni più bui, non lo scorderemo»

«Grazie al contenimento della pandemia sia in Italia che in Svizzera, da ieri le frontiere sono di nuovo aperte. Ringrazio vivamente il consigliere amico Ignazio Cassis per la costante comunicazione tenuta durante le settimane più gravi della pandemia e per il coordinamento nelle questioni che ci stanno a cuore, come i frontalieri e la circolazione delle merci», ha esordito Di Maio. Il ministro degli Esteri ha anche voluto esprimere gratitudine alla Confederazione per gli aiuti donati all’Italia: 10 mila tute, 50 mila mascherine e il gel disinfettante. «Materiale che abbiamo ricevuto nei giorni più bui della pandemia, nei giorni in cui questo era oro. Non lo dimenticheremo», ha detto Di Maio.

Parlando del turismo, il ministro italiano ha ricordato come questo settore sia centrale per la Penisola: «L’Italia vuole assicurare viaggi sicuri. Applicheremo misure rigide per permettere ai cittadini di muoversi nell’area Schengen». L’Italia «ha riaperto ed è pronta a riaccogliere i turisti», ha aggiunto.

Accordo sui frontalieri: «Tornerò a discuterne con il ministro delle finanze»

Per quanto concerne l’accordo fiscale sui frontalieri, Di Maio ha spiegato: «Sono al corrente delle sensibilità svizzere sull’accordo sui frontalieri. Tornerò a discuterne con il ministro delle finanze Gualtieri. I nostri obiettivi come ministri degli esteri sono salvaguardare gli interessi dei frontalieri e allo stesso tempo preservare le relazioni tra Italia e Svizzera. Questi due principi saranno alla base del nostro lavoro come ministri degli esteri per facilitare il confronto tra il ministro delle finanze Gualtieri e il consigliere federale Maurer».

Cassis: «La frontiera che ci ha separati oggi ci riunisce»

Sullo stesso punto è intervenuto anche Ignazio Cassis: «L’approccio rimane un approccio tra Stati. È un accordo internazionale tra Svizzera e Italia. Questo non vuol dire che non si debba tener conto dei bisogni locali, che abbiamo sentito anche dal consigliere di Stato Gobbi».

Nel suo intervento il consigliere federale ha esordito parlando della frontiera nuovamente aperta, «una frontiera che oggi ci riunisce». Tra Italia e Svizzera - ha proseguito - «la frontiera non è mai stata chiusa completamente e dobbiamo ringraziare l’Italia. Nei giorni più difficili ho sentito Di Maio, che ha permesso l’entrata dei frontalieri del settore sanitario».

© KEYSTONE/Ti-Press POOL/Alessandro Crinari
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Gobbi: « Se da Roma non ci sono reazioni può essere utile far saltare il banco, rescindendo l’accordo»

Nel suo intervento, il presidente del Governo Norman Gobbi ha sottolineato «i profondi e storici vincoli di amicizia e collaborazione che da sempre contraddistinguono la quotidianità delle nostre relazioni». Tra i dossier sul tavolo, come detto, resta l’accordo fiscale sui frontalieri «che giace oramai inerte da oltre quattro anni in attesa della firma del governo italiano». Questa situazione di stallo «è per il Cantone incomprensibile e arreca un grave danno al potenziale di sviluppo della collaborazione tra i nostri territori: riteniamo perciò che sia giunto il tempo di onorare l’impegno preso con il parafo dell’accordo». Ticino e Lombardia – ha ricordato il presidente del Governo – hanno inviato il 30 aprile scorso una lettera con delle raccomandazioni all’attenzione dei rispettivi ministri delle finanze, volte a favorire lo sblocco dell’attuale situazione di stallo: «Faccio appello alla sua persona, signor Ministro, affinché attraverso la firma a breve di un nuovo accordo fiscale tutti i lavoratori frontalieri, siano essi italiani o svizzeri, vengano assoggettati a un regime impositivo che - come illustrano giustamente i principi costituzionali dei nostri rispettivi Paesi - garantisca l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi al fisco». «L’obiettivo - ha poi aggiunto - è quello di risolvere un annoso dossier che si protrae da troppo e che logora le relazioni. Possiamo continuare a parlare di relazioni amichevoli ma quando ci sono delle pietre di inciampo che non vengono tolte dalla strada, diventa difficile continuare assieme in maniera cordiale su questo cammino». Gobbi ha anche sottolineato che «si rimbalza sempre la questione sui ministri delle Finanze, dopo 5 anni di discussione diventa insostenibile e incomprensibile. Se non si vuole l’intesa la si può ridiscutere, ma lasciare il dossier in giacenza non ha senso. Se dall’altra parte non ci sono reazioni può essere utile far saltare il banco, rescindendo l’accordo e rimettendo tutto in discussione».

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