Effetto coronavirus sui ristorni: all’Italia vanno «solo» 86 milioni

frontalieri

Per la prima volta in quasi 40 anni diminuisce la quota di tasse pagata ai Comuni di confine - Il calo è stato del 4,2% - La pandemia potrebbe essere la principale causa di questa inversione di tendenza: nel 2020 molti licenziamenti e ampio ricorso al lavoro ridotto

Effetto coronavirus sui ristorni: all’Italia vanno «solo» 86 milioni
© CdT/Gabriele Putzu

Effetto coronavirus sui ristorni: all’Italia vanno «solo» 86 milioni

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Nell’anno del coronavirus, i ristorni dei frontalieri subiscono una battuta d’arresto.

Il Consiglio di Stato, alla fine di giugno, ha dato via libera al versamento della quota, spettante all’Italia, delle tasse pagate alla fonte nel 2020 dai lavoratori con permesso G.

Per la prima volta in quasi quarant’anni (e con la sola eccezione del 2010), la curva si è piegata verso il basso. Il record del 2019 non è stato superato. Da 89.977.207 si è passati a 86.189.452,15. Un calo del 4,2%, pari a oltre 3,787 milioni di franchi. Il dato impressiona, soprattutto se messo in relazione con l’ascesa che aveva caratterizzato i ristorni nell’ultimo decennio: dai 55 milioni del 2011 ai 61,5 milioni del 2014, dagli 80 milioni del 2016 agli 84 milioni del 2018.

Dati contraddittori

I numeri sembrano paradossalmente...

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