I gioielli di famiglia in vendita per 23 milioni

Enclave

Diverse proprietà di Campione d’Italia torneranno all’asta con stime riviste al ribasso: le prime erano andate deserte - Con il ricavato il Comune spera di saldare i propri debiti nei prossimi cinque anni

 I gioielli di famiglia in vendita per 23 milioni
Villa Mimosa, una delle proprietà in vendita. ©CDT/ARCHIVIO

I gioielli di famiglia in vendita per 23 milioni

Villa Mimosa, una delle proprietà in vendita. ©CDT/ARCHIVIO

Ventitré milioni e mezzo di franchi per saldare i debiti nel volgere di un lustro. A tanto ammonta il ventilato provento della vendita di beni immobili di Campione d’Italia, a cui il Consiglio comunale ha dato l’avvallo mercoledì sera. Si tratta in realtà di una nuova ratifica, con stime di valutazione dei beni aggiornate al ribasso in quanto quelle precedenti, ha detto il sindaco_Roberto Canesi, «erano irrimediabilmente datate».

Le nuove stime hanno ridotto da 1,7 a 1,1 milioni il valore della villa donata al Comune da Carlo Franchini, che fu sindaco nella prima metà degli anni Ottanta. Il vincolo del lascito - utilizzazione a fini sociali - sarà rispettato destinando il provento della cessione alla riapertura dell’asilo, promessa per il prossimo anno. Intanto il problema è stato risolto d’intesa con Comuni viciniori: è recentissimo l’accordo con Mendrisio per l’inserimento nella Scuola dell’infanzia del Magnifico Borgo di 5 bambini di Campione d’Italia.

La stima di un terreno edificabile in località Scirée è stata ridotta a 1,25 milioni, quella di Villa Mimosa, prospiciente il lago, da 6,1 a 4,5 milioni (c’è un vincolo monumentale), mentre è di 13,3 milioni la nuova stima dell’ampio terreno a lago, tra il porto e il lido. Terreno, quest’ultimo, molto appetibile: il sindaco ha riferito che ci sono interessati. Il Comune si aspettava una valorizzazione organica e unitaria dell’area.

I numerosi appartamenti di proprietà comunale sono invece stati espunti dai beni cedibili (è stato incluso invece l’immobile già sede della polizia locale, 2,4 milioni la stima) per scongiurare sfratti, ha spiegato Canesi, aggiungendo che resta «fluida» la situazione dell’ex Tennis, un’area oggetto di una compravendita che si è troppo complicata.

Al voto sul Piano delle valorizzazioni e delle alienazioni la maggioranza è stata compatta, per la minoranza si è astenuto Toini mentre Simone Verda ha commentato la scettica contrarietà del gruppo Campione 2.0: «Non c’è possibilità di vendita».

Questioni di bilancio

Analogo l’esito dell’altro argomento all’ordine del giorno della seduta, l’ipotesi di bilancio dei trienni 2018-2020 e 2021-2023, già passata in Consiglio comunale nel maggio scorso e riveduta anche sulla scorta di osservazioni e richieste, oltre che indicazioni cui si è appellata la Giunta esecutiva, ministeriali. Il caso è oltremodo complesso data l’unicità della situazione - una esclusività di cui la comunità campionese avrebbe volentieri fatto a meno - per cui la discussione ha finito con l’investire vivacemente i ruoli di maggioranza e minoranza per ripristinare la normalità anche contabile del Comune. Per Campione 2.0, che ha rivendicato convinzioni espresse già in maggio, si violerebbero principi contabili in un bilancio «non conforme». Canesi ha ribadito che si seguono direttive del Ministero competente.

Casinò e rifiuti

A inizio seduta si è parlato anche di Casinò. Il sindaco ha confermato sia l’ormai prossima nomina del Consiglio di amministrazione (si stanno vagliando 48 candidature, tutte, ha detto, di elevata professionalità) sia il bando, tra non più di una dozzina di giorni, per la selezione del personale - 174 unità - che lavorerà nella casa da gioco.

Canesi si è inoltre soffermato sul problema dei rifiuti, specie di materiale inerte: se non si trova una soluzione, «anche in via emergenziale», per risolverlo, ha dichiarato che porterà davanti al giudice l’accordo bilaterale Italia-Svizzera del 2019 per le resistenze con cui da parte italiana si rinvia la questione all’Unione europea. L’enclave non può restare «ostaggio di procedure burocratiche costose e difficoltose» con il rischio di diventare una «terra dei fuochi» del Settentrione.

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