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Il giovane comasco è stato ucciso per uno schizzo d’acqua

La lite costata la vita a un 25enne scatenata da un futile motivo - Il 47enne arrestato era alla festa di paese con moglie e figli

Il giovane comasco è stato ucciso per uno schizzo d’acqua
(Foto Reguzzi)

Il giovane comasco è stato ucciso per uno schizzo d’acqua

(Foto Reguzzi)

COMO - Una lite scoppiata durante la festa paesana per motivi più che banali, uno spruzzo d’acqua partito da una fontanella, si è trasformata in tragedia nella tarda serata di domenica a Veniano, nel Comasco. Un giovane di 25 anni, genitori olandesi, residente a Veniano, è morto colpito al fianco con un coltello a serramanico. L’omicida è un operaio un padre di famiglia, 47 anni, di Fenegrò (Como), incensurato. Ha confessato ed è stato arrestato in flagranza per omicidio volontario e porto abusivo d’arma bianca. La lite è scoppiata intorno alle 22.20 nel campo sportivo di Veniano, nel Comasco, che si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla Pinetina di Appiano Gentile. Dall’altra parte del campo sportivo era in corso la festa del paese.

Secondo quanto riferiscono i testimoni l’omicida è stato raggiunto da uno spruzzo d’acqua partito da una fontanella dove c’erano la vittima e alcuni amici. Si è lamentato, poi i due si sono insultati, e dagli insulti si è passati alle mani. È nata una colluttazione, fino a quando l’uomo ha estratto il coltello e ha colpito il giovane. Sarebbero stati due i fendenti, letale è risultato quello inferto al fianco. Il ragazzo, come raccontano i testimoni, ha camminato barcollando per alcuni metri ed è poi stramazzato a terra vicino agli spogliatoi.

Non è nemmeno riuscito a chiedere aiuto. Era ancora cosciente quando sono arrivati i soccorritori che l’hanno trasportato in ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Como, dove è morto circa un’ora dopo il ricovero. L’omicida, che era alla festa paesana con moglie e figli, subito dopo si è allontanato dal campo sportivo ed è tornato a casa a Fenegrò, a circa tre chilometri di distanza. Sembra che sia stato lui a telefonare ai carabinieri, che nel frattempo lo avevano individuato attraverso le testimonianze e le riprese delle telecamere in funzione durante la festa: in casa, a Fenegrò, aveva ancora maglietta e pantaloni sporchi di sangue e il coltello a serramanico con cui ha colpito il giovane.

Non sapeva, e probabilmente non immaginava, che il ragazzo fosse morto. Ha subito confessato, e dopo la nottata passata in caserma, ed è stato formalmente arrestato in flagranza per omicidio volontario e porto d’arma bianca. La vittima era nata a Como da genitori olandesi, con i quali viveva a Vaniano e da qualche tempo lavorava per un corriere di spedizioni.

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