«Il modulo per andare in Italia? Stiamo rasentando il ridicolo»

Confine

Il presidente dell’Associazione Comuni italiani di frontiera Massimo Mastromarino si è messo in contatto con il Ministero della Salute: «Ennesima tegola sulla testa, ma oggi Speranza dovrebbe affrontare la questione delle fasce di confine»

«Il modulo per andare in Italia? Stiamo rasentando il ridicolo»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«Il modulo per andare in Italia? Stiamo rasentando il ridicolo»

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Ha suscitato subito dubbi e indignazione l’introduzione del Passenger Locator Form, un modulo digitale da compilare per andare in Italia. Previsto dall’ordinanza del 16 aprile, entrerà in vigore lunedì 24 maggio: oltre al tampone con esito negativo, per oltrepassare il confine bisognerà esibire anche il nuovo documento. A scanso di equivoci: entrerà in vigore in tutti i Paesi membri dell’Unione europea. Ce lo conferma Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Associazione Comuni italiani di frontiera, che si è subito messo in contatto con il Ministero della Salute per quella che definisce «l’ennesima tegola sulla testa». «Questo modulo obbligatorio mi sembra un’assurdità», dichiara Mastromarino, aggiungendo: «Ieri ho avuto una call telefonica col Ministero della Salute e ho spiegato la situazione. Mi è stato riferito che è una norma che entrerà in vigore in tutti gli Stati europei. Se si va sul portale del Ministero italiano ovviamente esce solo il form relativo alla Penisola, ma al di là di questo, stiamo rasentando il ridicolo». Secondo il sindaco «è necessaria una deroga per la fascia di confine: bisogna togliere il tampone e questa nuova misura, che non sta né in cielo né in terra». Mastromarino non usa mezzi termini, parlando di una situazione «grottesca» con «uno stillicidio di provvedimenti di settimana in settimana: la situazione epidemiologica migliora, ma sembra che introducano sempre più paletti. Davvero, non si capisce con quale logica si stia ragionando». Il primo cittadino di Lavena Ponte Tresa spera che arrivi immediatamente una misura ad hoc, valida per una fascia di 40 km totali tra Italia e Svizzera, che superi le norme generali: «Devono riconoscere la peculiarità del nostro territorio: capisco la misura per chi arriva da Paesi lontani, ma non è concepibile che valga anche per ticinesi e italiani delle zone di confine». Proprio oggi il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe chinarsi sul tema nel Comitato tecnico scientifico del venerdì. Mastromarino conclude: «Spero affrontino davvero la questione e di avere una risposta nel weekend, perché un ulteriore paletto provoca solo l’irritazione di tutti, specialmente dei commercianti che ormai hanno superato la soglia di sopportazione».

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