Il sindaco di Como: «Vanificati tutti gli sforzi»

la decisione

Da domani la provincia lombarda cambierà sfumatura passando all’arancione scuro: si riflette sulle motivazioni che hanno portato l’intero territorio ad essere inserito in questa colorazione, come l’affluenza record dello scorso weekend

Il sindaco di Como: «Vanificati tutti gli sforzi»
© CdT/Gabriele Putzu

Il sindaco di Como: «Vanificati tutti gli sforzi»

© CdT/Gabriele Putzu

Le tre ordinanze firmate ieri sera dal governatore della Lombardia Attilio Fontana hanno suscitato rammarico in tutta la provincia di Como che da domani cambierà sfumatura e passerà da arancione a arancione scuro. La telefonata del presidente della Regione è stata accolta con parecchia amarezza dal sindaco del capoluogo lariano Mario Landriscina, dichiarando che «purtroppo il grande lavoro di tutti, dalle forze dell’ordine, dal settore dei trasporti e dalle scuole è totalmente vanificato. Fa sicuramente meditare e dovrà farci riflettere il fatto che il nostro è l’unico territorio che è stato inserito per intero in questa nuova colorazione».

Prima la folla, poi la desolazione

Il lago, quindi, si troverà isolato almeno per l’intera sponda comasca, cosa che non accade invece per il ramo di Lecco dove i dati epidemiologici sono meno preoccupanti. La prospettiva di desolazione del territorio che vivranno i cittadini comaschi da domani fino almeno al 10 marzo è un’immagine in forte controtendenza con quanto accaduto nell’ultimo fine settimana quando, con la Lombardia ancora in fascia gialla, il capoluogo lariano è stato presa d’assalto e le principali località del lago, a partire da Cernobbio e Bellagio, hanno registrato il tutto esaurito, al punto che i sindaci sono stati costretti a firmare ordinanze restrittive, con divieti, sensi unici pedonali e accessi contingentati nelle aree più frequentate.

Le regole dell’arancione rinforzato

Il governatore Fontana, lo ricordiamo, ha firmato le ordinanze con l’obiettivo di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto alla COVID-19 su diverse aree del territorio lombardo. Le disposizioni consistono in misure più restrittive, come la chiusura di tutte le scuole tranne gli asili nido oppure lo stop agli spostamenti nelle seconde case e per i paesi del lago, come per quelli della Valle Intelvi.

I Comuni che fino a oggi sarebbero rimasti in fascia rossa (Viggiù, Mede e Bollate) sono stati declassati da giovedì 4 marzo in arancione rinforzato in considerazione del miglioramento della situazione epidemiologica. La misura è valida anche per dieci Comuni della provincia di Milano e buona parte di quelle di Mantova, Pavia e Cremona.

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