In centinaia in coda in attesa della riapertura

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Poco prima della mezzanotte svariate automobili erano incolonnate in attesa di poter entrare in Italia – La maggior parte di esse era targata Germania oppure Olanda

In centinaia in coda in attesa della riapertura
©CdT/Archivio

In centinaia in coda in attesa della riapertura

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Dalla mezzanotte di oggi l’Italia ha riaperto i propri confini con i Paesi dell’area Schengen, spalancando le proprie porte ai turisti, alle visite e alle serate al ristorante. Tenuto conto della differente situazione a livello di contagi nella vicina Penisola, Berna ha dal canto suo deciso di mantenere delle restrizioni, sconsigliando i viaggi verso il Belpaese.

La riapertura unilaterale non è stata condivisa neppure da Francia e Austria, che mantengono le restrizione in entrata, ma questa insolita situazione e la risalita del numero dei contagi in Lombardia non sembrano aver preoccupato i turisti, soprattutto quelli stranieri. Come confermatoci dalla portavoce dell’Amministrazione federale delle dogane Donatella Del Vecchio, poco prima della mezzanotte presso il valico autostradale di Brogeda diverse centinaia di veicoli, la maggior parte dei quali targati Germania e Olanda, era già incolonnata in attesa della riapertura dei confini.

Sì ai ricongiungimenti, no alla spesa

Diversi ticinesi hanno invece approfittato della riapertura per ricongiungersi con i propri familiari dopo oltre due mesi e mezzo di lockdown. Dovrà invece attendere chi vorrà recarsi in Italia per fare la spesa in quanto il turismo degli acquisti resta vietato fino a nuovo avviso.

Resta dunque in vigore quanto previsto dall’Ordinanza 2 del Consiglio federale sui provvedimenti per combattere il coronavirus, la quale prevede una multa di 100 franchi per chi ha varcato il confine con il solo scopo di fare acquisti. Questo perché da oggi saranno rafforzati i controlli in entrata e il personale dell’Amministrazione federale delle dogane deve essere operativo su questo fronte. La sanzione non viene dunque inflitta per punire l’acquisto in sé ma per aver ostacolato il lavoro dell’autorità di protezione del confine.

È tuttavia consentito fare la spesa al ritorno in certi casi specifici. Spetterà al doganiere accertare con le domande del caso se una persona si è recata in Italia esclusivamente al fine di fare acquisti.

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