In Italia senza quarantena, ecco come funziona

domande e risposte

Il Governo di Mario Draghi gioca d’anticipo e annuncia l’introduzione di un «pass verde» da metà maggio per permettere a chi arriva dall’estero di muoversi liberamente tra le regioni senza dover più sottostare all’obbligo di quarantena

In Italia senza quarantena, ecco come funziona
© CdT/Gabriele Putzu

In Italia senza quarantena, ecco come funziona

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Il Governo italiano è pronto a introdurre un «pass verde», che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio per permettere l’accesso ai turisti senza l’obbligo di quarantena. Ecco di cosa si tratta.

1. Cosa ha annunciato il premier Mario Draghi?

Al termine della riunione ministeriale del G20 Turismo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato che l’Italia deve «offrire regole chiare e semplici per garantire che i turisti possano venire da noi in sicurezza». A partire dalla seconda metà di giugno sarà pronto il green pass europeo. Nell’attesa, il Governo italiano vuole introdurre un «pass verde nazionale», che entrerà in vigore già a partire dalla seconda metà di maggio.

2. Cosa prevede questo «pass verde»?

Il «pass verde» permetterà alle persone di muoversi liberamente tra le regioni per motivi di turismo. Il documento - cartaceo o digitale - attesterà che la persona è vaccinata, guarita dalla COVID-19 oppure che ha effettuato un tampone antigenico o molecolare nelle 48 ore precedenti. A rilasciare questa certificazione saranno: la struttura che ha effettuato il vaccino, quella che ha eseguito il test (comprese le farmacie), la struttura dove si è stati ricoverati oppure il medico di famiglia.

3. Questo significa che sarò esentato dall’obbligo di quarantena al mio ingresso in Italia?

Sì, il «pass verde» permetterà a chiunque entri nella Penisola per motivi turistici di non sottostare più all’obbligo di quarantena. A patto, come detto, di essere stati vaccinati, di essere guariti, oppure di essere risultati negativi al tampone.

4. Attualmente quali sono le regole in vigore per varcare il confine?

L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, valida fino al 15 maggio, prevede che chiunque varchi il confine non per motivi professionali, di urgenza o di studio debba effettuare una breve quarantena. Nel dettaglio, chi oltrepassa il confine è tenuto a presentare un primo tampone negativo, rispettare una quarantena di cinque giorni ed effettuare un ulteriore tampone al termine del periodo di isolamento.

5. Con il «pass verde» potrò quindi tornare in Italia anche per fare la spesa?

Sì, è verosimile. Il Governo italiano vuole infatti abbattere le restrizioni attualmente in vigore per facilitare l’ingresso nella Penisola ai viaggiatori stranieri. La mossa dell’Esecutivo italiano mira soprattutto ad attrarre i turisti, per risollevare il settore in vista delle vacanze estive.

6. In assenza di vaccinazione, è obbligatorio sottoporsi al tampone?

Sì, tutti devono fare il tampone, ad eccezione dei bimbi sotto i due anni. Si applica infatti l’articolo 51 del DPCM italiano: «Ai fini dell’ingresso nel territorio nazionale, i bambini di età inferiore ai due anni sono esentati dall’effettuazione del test».

7. Come funzionerà, invece, il futuro «green pass» europeo?

Il «green pass» europeo sarà attivo dalla seconda metà di giugno e «permetterà ai turisti di viaggiare tra i diversi Paesi senza doversi sottoporre a quarantene, a patto che possano dimostrare di aver già ricevuto il vaccino, aver contratto il coronavirus ed essere guariti o aver effettuato il tampone con esito negativo», ha evidenziato Draghi. In sostanza, si tratta di un sistema di gestione dei nuovi certificati digitali COVID pensato dall’UE per permettere di muoversi e viaggiare in sicurezza all’interno dei territori europei. Potranno partecipare anche i Paesi terzi, tra cui la Svizzera. Il certificato attesterà, attraverso una app dotata di codice QR oppure in formato cartaceo, l’avvenuta vaccinazione, la guarigione nei precedenti sei mesi, oppure l’esito negativo del test. Starà ad ogni Stato, poi, stabilire i requisiti di ingresso nel proprio territorio: si tratta di competenze esclusivamente nazionali e l’UE non può imporre nulla in questo campo.

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