L'Italia cerca di allinearsi in vista della riapertura

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Roma vuole un accordo con gli altri Paesi per allentare i confini nazionali - Dal 3 giugno saranno possibili i ricongiungimenti familiari - La Svizzera per ora sta a guardare - Il senatore Alfieri: «Serviranno accordi per evitare problemi di rientro nella Confederazione»

L'Italia cerca di allinearsi in vista della riapertura
© CdT/Gabriele Putzu

L'Italia cerca di allinearsi in vista della riapertura

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Lungo il confine si aspetta. Al momento si muove poco o nulla, almeno al di qua della «ramina». I colloqui continuano, mentre gli occhi sono puntati su Berna dove oggi il Consiglio federale potrebbe chiarire almeno in parte la situazione legata alla riapertura delle frontiere. Al momento, tuttavia, sembra difficile che venga tracciata una strada definita. Soprattutto perché le notizie provenienti dai Paesi confinanti si susseguono quasi giornalmente, in particolare dall’Italia. La Svizzera, quindi, vuole procedere con prudenza: la situazione epidemiologica italiana verrà tenuta sotto stretta sorveglianza prima di decidere qualsiasi riapertura.

La data da cerchiare in rosso sul calendario potrebbe comunque essere il 15 giugno. Dalla metà del prossimo mese, infatti, gli Stati europei sono pronti a riaprire i propri confini, ed è quello il giorno scelto anche da Germania, Austria, Francia e Svizzera. Ma stavolta, sembra che l’Italia sia scesa a compromessi, allineandosi con gli altri Paesi. A comunicarlo ieri è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha spiegato: «Lavoriamo affinché il 15 giugno si possa ripartire tutti insieme in Europa: questa data per il turismo è un po’ il D-Day europeo». Già, ma non più tardi di dieci giorni fa la vicina Penisola annunciava la riapertura delle frontiere già a partire dal 3 giugno, data dalla quale saranno nuovamente possibili anche gli spostamenti tra le Regioni. Una mossa, quella di Roma, accolta con stupore al di qua del confine. Commentando la notizia, la consigliera federale Karin Keller-Sutter l’aveva definita una «decisione unilaterale», ribadendo anche che la Svizzera «deciderà autonomamente se consentire il rientro di persone provenienti dall’Italia». Nel frattempo, Berna nelle scorse settimane ha siglato un’intesa con i Paesi limitrofi per una riapertura delle frontiere dal 15 giugno. Sorte che a questo punto potrebbe toccare anche all’Italia, soprattutto per questioni economiche legate all’importante comparto turistico.

I ricongiungimenti familiari

La conferma ci arriva anche dal senatore del Partito democratico Alessandro Alfieri, che ribadisce: «Noi possiamo decidere quando riaprire le frontiere, ma il punto è quando vorranno farlo gli altri Paesi». Da parte italiana, se non ci saranno sorprese nei contagi, si resta fermi al 3 giugno. «Ciò significa che tutti gli italiani che si trovano all’estero potranno rientrare senza più l’obbligo di quarantena», precisa. Questo varrà anche per chi aspetta di poter riabbracciare i familiari. Stando a quanto riferisce il senatore, infatti, i ricongiungimenti familiari saranno possibili già dalla prossima settimana e Roma sta lavorando «per evitare che chi entra in Italia possa avere dei problemi per tornare nella Confederazione». Con gli altri Paesi europei, invece, «le discussioni in corso mirano a ripristinare gli spostamenti legati al turismo, compreso quello degli acquisti, dal 15 giugno».

Lombardia e Piemonte

Anche sul fronte della mobilità tra Regioni resta da sciogliere un nodo cruciale. Lombardia e Piemonte potrebbero ritardare la riapertura di una o due settimane. Tutto dipenderà dai dati che arriveranno venerdì mattina. In base all’esito del monitoraggio che assegna a ogni Regione un livello di rischio - tenendo in considerazione indicatori come il numero dei tamponi effettuati, quello dei malati, dei deceduti e la tenuta delle strutture sanitarie - il Governo dovrà decidere se porre alcune limitazioni al decreto che consente gli spostamenti in tutta Italia. Fondamentale sarà l’accordo con i governatori, ai quali spetta l’ultima parola. Se dovessero emergere delle criticità, potrebbe slittare la riapertura delle Regioni in cui la curva dei contagi sta diminuendo più lentamente, Lombardia e Piemonte in testa.

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