Lombardia verso la zona arancione: cosa cambia

Pandemia

Nella Regione di confine il tasso di positività scende al 12% e l’assessore Gallera annuncia: «Presto allentamento delle misure» - Gli spostamenti oltre confine solo per motivi di lavoro, studio e salute

 Lombardia verso la zona arancione: cosa cambia
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La Lombardia potrebbe presto passare da zona rossa a zona arancione. Lo riportano i media italiani, spiegando che già nei prossimi giorni la Regione di confine potrebbe rientrare nella fascia intermedia di rischio COVID-19. Il passaggio comporterebbe un allentamento delle misure restrittive. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha dichiarato: «Ci stiamo confrontando col Governo. Non so se partiremo il lunedì oppure già il sabato. Ma noi siamo pronti». Secondo Gallera: «Lo sforzo dei lombardi ha dato quei risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. È giusto che si possa il prima possibile iniziare una riapertura lenta, graduale, che deve essere accompagnata da un grandissimo senso di responsabilità, perché non dobbiamo ricadere a breve in un’altra situazione di criticità, ma è giusto farlo». Il presidente della Lombardia Attilio Fontana considera positivo il trend dei contagi negli ultimi giorni: il tasso di positività è infatti sceso al 12% (ieri si sono registrati 5.173 contagi su 42.063 tamponi). Notizie incoraggianti anche sul fronte dei ricoveri: ieri sono stati 15.749 i guariti e 246 le persone dimesse dai reparti sub-intensivi.

Il passaggio a zona arancione non darebbe tuttavia il via libera agli spostamenti tra Ticino e Lombardia se non per specifici motivi, in quanto una delle misure prevede il divieto «degli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità». A meno di particolari deroghe, resterebbero ancora vietati i ricongiungimenti con i propri affetti al di là del confine, il turismo, gli spostamenti legati allo shopping o quelli per usufruire di servizi.

Zona arancione: le misure

- Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune.

- Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusura di musei e mostre.

- Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

- Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie.

- Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

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