Più controlli e test ai frontalieri: «Buone idee ma manca la collaborazione oltrefrontiera»

le reazioni

Per i sindacati UNIA e OCST il problema non verrà risolto del tutto - Fabio Regazzi: «Nessuna obiezione però molto dipende dagli oneri per le aziende» - Norman Gobbi: «La frontiera a sud è sempre stata quella più permeabile»

Più controlli e test ai frontalieri: «Buone idee ma manca la collaborazione oltrefrontiera»
© CdT/Chiara Zocchetti

Più controlli e test ai frontalieri: «Buone idee ma manca la collaborazione oltrefrontiera»

© CdT/Chiara Zocchetti

Mercoledì il Consiglio federale potrebbe decidere di introdurre nuove misure tra cui controlli al confine, test ai frontalieri e regole di quarantena più severe, come proposto pure in una lettera indirizzata dai principali partiti nazionali allo stesso Governo.

Il tema è particolarmente sentito anche alle nostre latitudini e non si sono fatte attendere le reazioni dei sindacati e del mondo economico. «Sul principio non ho obiezioni, ma molto dipende da come si intende attuare queste misure, in particolare i test per i frontalieri, e cosa comporta una simile operazione», osserva il presidente dell’Associazione industrie ticinesi (AITI) e dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Fabio Regazzi, da noi raggiunto. Particolarmente delicata, rammenta, è la situazione dei cantoni di frontiera,...

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