Ricongiungimenti familiari: c’è confusione

Confine

Il Consiglio di Stato ha ammesso stamattina che non ci sono posizioni ufficiali e la situazione non è chiara - Si potrà dire di più a partire dalla prossima settimana, intanto i controlli non sembrano essere serrati

Ricongiungimenti familiari: c’è confusione
© CdT/ Chiara Zocchetti

Ricongiungimenti familiari: c’è confusione

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(Aggiornato alle 15.03) - Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Bellinzona, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è tornato a parlare dell’annosa questione delle frontiere con l’Italia. Il consigliere di Stato ha chiarito che la data del 3 giugno, annunciata da Roma, per aprire i confini «era prematura vista la situazione epidemiologica». È più probabile, ha poi aggiunto Gobbi, che le discussioni in corso identifichino nella data del 15 giugno la possibile riapertura dei valichi, anche se inizialmente si era parlato del 6 luglio. «Il ritorno alla libera circolazione - ha chiarito - sarà comunque graduale. Non si tornerà da subito alla situazione di prima, anche per aiutare l’economia cantonale».

Quali restrizioni per gli svizzeri in Italia?

Dal 3 giugno, quando riaprirà l’Italia, i cittadini ticinesi potranno andare a Como o Milano. O meglio, come ha asserito il presidente del Governo stamattina, «non c’è la base legale per vietare l’uscita dei nostri cittadini ma le condizioni di rientro potranno essere differenti in base alla situazione epidemiologica. Chi rientra potrebbe ad esempio dover fare la quarantena».

Poca chiarezza sui ricongiungimenti familiari

Quello della possibilità di andare in visita ai familiari oltre il confine è un argomento che abbiamo già toccato diverse volte: da una parte perché ci sono molte persone interessate dalla questione, dall’altra perché la chiarezza sul tema non è mai stata sufficiente. E continua a non esserlo. Per i ricongiungimenti familiari, ha infatti ammesso stamane Gobbi, «la situazione non è chiara».

Si saprà di più dalla prossima settimana

«C’è una discussione interna all’Italia che non ha ancora ripristinato gli spostamenti tra Regioni. Dobbiamo attendere le decisioni sul lato italiano e le discussioni della prossima settimana. Capiamo che è un tema caldo, molte persone attendono di riabbracciare i propri cari, speriamo di poter chiarire la questione», ha concluso il consigliere di Stato. Intanto, in base ad alcune testimonianze di frontalieri che si sono trovati ad attraversare regolarmente il confine negli ultimi giorni, sembra che i controlli ai valichi non siano eccessivamente serrati: c’è chi chiede il permesso G, ma spesso le auto di passaggio vengono fatte passare senza particolari controlli.

Viaggi in Italia sconsigliati da Berna

Anche la capa del Dipartimento federale di giustizia e polizia Kerin Keller-Sutter, nel corso della conferenza stampa del Consiglio federale di ieri, si è chinata sul tema dei viaggi in Italia. In alcuni casi, al rientro in Svizzera, potrebbero essere previsti «provvedimenti sanitari al confine», quali la misurazione della temperatura, certificati sanitari o misure di quarantena, ha precisato la consigliera federale. «Vogliamo impedire che, soprattutto in Ticino, ci sia una mobilità eccessiva. Vedremo il 3 giugno come sarà la situazione e capiremo come muoverci», ha aggiunto confermando così che è da settimana prossima che le cose diventeranno più chiare. «Finché i confini svizzeri son chiusi - ha concluso Keller-Sutter - sconsigliamo comunque di viaggiare in Italia».

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