«Siamo la regione più sicura d’Italia: attendiamo con serenità Berna»

IL CASO

Pandemia ed eventuale stretta al confine, parla l’assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori: «Come tutte le regole hanno degli aspetti positivi e negativi: sarà importante valutare la situazione epidemiologica, ma da noi oltre l’80% della popolazione è vaccinata» - Norman Gobbi: «Come non ricordare la sempre ostica e incerta interpretazione dei decreti ministeriali italiani...»

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«Siamo la regione più sicura d’Italia: attendiamo con serenità Berna»
Massimo Sertori.

«Siamo la regione più sicura d’Italia: attendiamo con serenità Berna»

Massimo Sertori.

«Guardi, non entro nel merito delle decisioni che prenderà il Consiglio federale. Come tutte le regole hanno degli aspetti positivi e altri negativi senza dimenticare che sarà importante, altresì, tenere in considerazione l’evoluzione epidemiologica. Posso solo dirle che, allo stato attuale, la Lombardia è la regione più sicura d’Italia e fra le principali in Europa, in quanto oltre l’80% delle persone è vaccinato. La campagna è stata efficace ed efficiente. Non solo, presto introdurremo il Green Pass appositamente per non chiudere le attività. Quindi attendiamo le scelte di Berna con tranquillità e consapevoli degli sforzi intrapresi nell’ultimo anno e mezzo». L’assessore agli Enti locali, montagna e piccoli comuni della Regione Lombardia Massimo Sertori dal Pirellone guarda con serenità alle comunicazioni che giungeranno domani da Palazzo federale.

Il riferimento è in particolare alla proposta avanzata dal Consiglio di Stato (cfr. il CdT di ieri), ossia che chi rientra in Ticino dopo aver fatto la spesa oltreconfine dovrà presentare il pass COVID. Guy Parmelin e colleghi renderanno note le nuove direttive fra meno di 24 ore, dopo aver valutato le richieste giunte dai Cantoni. Ma era inevitabile che l’argomento tenesse banco anche oggi, in occasione dell’assemblea della Comunità di lavoro Regio Insubrica (che promuove la cooperazione transfrontaliera italo-svizzera nella regione dei laghi) svoltasi al Palacinema di Locarno alla presenza di un centinaio di delegati. Per l’occasione il consigliere di Stato Norman Gobbi, per la quarta volta in dieci anni, ha assunto la presidenza del consesso subentrando a Matteo Marnati, assessore piemontese.

L’impatto della pandemia è stato inevitabilmente il tema forte del plenum. Soprattutto considerando che la Lombardia è stato l’epicentro continentale della crisi sanitaria ed il Ticino quello elvetico. L’emergenza, ha osservato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha avuto in ogni modo il merito di ribadire i «solidi vincoli storici, economici e culturali della regione transfrontaliera, evidenziando la profonda interdipendenza tra i nostri territori». Un’interdipendenza che a volte ha però portato ad iniziative unilaterali che non sono certo espressione della collaborazione, ha ricordato Norman Gobbi, come «l’area di 60 chilometri di libera circolazione a cavallo della frontiera ancora ribadita nelle scorse ore», ad esempio dal sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino.

A Sud delle Alpi, ha aggiunto il ministro, risiedono 125.000 italiani. Innumerevoli, pertanto, i «problemi causati dall’improvvisa restrizione della mobilità a cavallo della frontiera, per quanto concerne le preoccupazioni legate al mercato del lavoro ma non solo». Positivo il fatto che in un periodo di profonda incertezza e tensione non sono venute meno le collaborazioni. In questo modo si è facilitata la «mutua comprensione delle numerose misure restrittive che i Governi centrali emanavano, invero, con poca coordinazione e dimenticandosi spesso delle peculiarità delle aree dei frontiera. Penso in particolare alla sempre ostica e incerta interpretazione dei decreti ministeriali che ci venivano sottoposti con allarmante frequenza».

Passando in rassegna il tribolato 2020, non si è potuta non menzionare la firma dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri. È stato possibile, ha ricordato l’assessore lombardo Massimo Sertori, in primo luogo grazie all’intervento «del presidente della Regione Attilio Fontana e del consigliere di Stato Christian Vitta. Sono fiducioso che la ratifica avvenga come previsto entro gennaio 2023».

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