«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

Fontiere aperte

A una settimana dall’abrogazione del divieto di fare la spesa in Italia, nel Comasco si fa il punto della situazione: «Moltissimi svizzeri in arrivo, ma poco abituati alla mascherina»

«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»
© CdT/Gabriele Putzu

«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

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«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

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«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

«Ticinesi all’assalto dei negozi oltre confine»

Abbiamo inaugurato la settimana facendo un salto oltre frontiera, per vedere se i nostri concittadini si sarebbero subito fiondati a fare la spesa nei centri commerciali o dai piccoli rivenditori di fiducia che si trovano sulla fascia italiana del confine. La possibilità di tornare a fare compere in Italia è stata infatti negata dalle autorità cantonali e federali per motivi legati al coronavirus fino a lunedì 15 giugno. Lo stesso giorno, molti di noi sono tornati alle vecchie abitudini e anche alcuni italiani ne hanno approfittato per tornare a fare un giro per esempio al FoxTown. Lunedì era tuttavia troppo presto per stilare un vero e proprio bilancio dell’impatto che quest’allentamento ha avuto sulla popolazione.

Il ritorno delle targhe ticinesi

Ora che il fine settimana è arrivato, però, sembra arrivata la conferma che gli svizzeri non si siano fatti attendere in Italia: la loro presenza così come le auto targate Ticino sono state notate. «Letteralmente presi d’assalto in primis i supermercati a ridosso del confine, dal Bennet di Tavernola passando per Iperal di Monte Olimpino e Gran Mercato», scrive oggi La Provincia di Como. «Le auto con targa ticinese erano dappertutto dopo più di tre mesi senza la possibilità di fare la spesa in Italia, per molti di loro un’abitudine sia alimentare che, soprattutto, economica. (...) Per chi lavora durante la settimana il weekend rappresenta per tradizione lo sconfinamento in Italia per l’acquisto di prodotti alimentari».

Poco abituati alle mascherine

Oltre ai grandi centri, a guadagnarci sono stati anche i piccoli rivenditori, e non solo macellai o fruttivendoli, ma anche rivenditori di vestiti o scarpe: «Sicuramente - ha commentato Marco Cassina, presidente di Federmoda confcommercio al foglio lariano - abbiamo iniziato a rivedere gli svizzeri, soprattutto i clienti abituali. Va detto che la questione mascherina è ancora un deterrente poiché non sanno bene le regole e vogliono rispettarle: quando non sarà più obbligatoria cambierà tanto. È l’ultimo, piccolo, ostacolo. Credo che una volta tolta quella, con i visitatori e i clienti ticinesi torneremo a ritmi regolari. Piano piano si sta ripartendo e questa è una buona notizia». Molti negozi del centro storico di Como, viene osservato nelle colonne del quotidiano, hanno infatti lavorato in questi giorni principalmente per i clienti confederati.

Anche a Como torna il turismo

Oltre ai ticinesi, a rallegrare i comaschi è però anche il ritorno dei primi turisti che stanno timidamente tornando a raggiungere le sponde del Lario per le vacanze. «Qualcosa si inizia a vedere - ha spiegato ancora Cassina a La Provincia - e mi riferisco ai tedeschi, che tradizionalmente fanno le vacanze tra giugno e luglio». Ancora assenti, come prevedibile, tutti i turisti che raggiungono in Italia in aereo.

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