Tra allenamenti e zone rosse: il dilemma del calciatore frontaliere

il caso

Con la pandemia in corso sorgono interrogativi sull’opportunità che i giocatori italiani possano allenarsi nei club ticinesi - Biancardi (FTC): «Non si tratta di comprovata necessità o lavoro»

Tra allenamenti e zone rosse: il dilemma del calciatore frontaliere
© CdT/Gabriele Putzu

Tra allenamenti e zone rosse: il dilemma del calciatore frontaliere

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Se si trattasse di una partita di calcio non ci sarebbero dubbi: si invocherebbe l’intervento del VAR. Proprio sul rettangolo di gioco (e nei parcheggi dei centri sportivi, soprattutto del Sottoceneri) si è infatti alzato un polverone che a oggi non ha ancora una soluzione chiara. Gli italiani, vista la pandemia in corso, possono allenarsi nelle squadre ticinesi? Una domanda alla quale, allo stato attuale, è difficile dare una risposta chiara. Tutto nasce dalla segnalazione di una mamma del Mendrisiotto che lunedì sera ha accompagnato il proprio figlio (per la categoria Allievi lo sport è praticabile senza particolari limitazioni) in un centro sportivo. La signora ha constatato, negli stalli, una folta presenza di auto con targa italiana. In sostanza, quindi, molti giocatori presenti al campo...

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