Ucciso il prete degli ultimi: «Don Roberto era come un padre»

como

Un 53.enne tunisino senzatetto si è costituito per l’omicidio del parroco - Davide Van De Sfroos: «Persone come lui sono frecce luminose»

Ucciso il prete degli ultimi: «Don Roberto era come un padre»
© CdT/ Chiara Zocchetti

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Ucciso il prete degli ultimi: «Don Roberto era come un padre»

(Aggiornato alle 21.16) Non appena la notizia della morte di don Roberto Malgesini ha cominciato a circolare, nella zona attorno alla chiesa di San Rocco ha cominciato ad accorrere chi lo conosceva bene, i parrocchiani ma anche i molti migranti che il prete ha aiutato negli anni. «Dov’è il don? No, non può essere lui», ha raccontato al Corriere di Como un uomo. «Per me era come un padre - ha detto un altro alla Provincia di Como - quando sono arrivato dalla Romania, solo, senza casa e lavoro, è stato lui il primo ad aiutarmi, poi ho trovato un’occupazione ma con lui sono sempre rimasto in contatto, se avevo bisogno di medicine, di essere accompagnato per una visita, chiamavo lui. Non meritava di morire così, spero ci sia giustizia».

L’omicida doveva essere espulso

Stando a quanto emerso finora, pare che don Roberto stesse iniziando il suo giro per distribuire le colazioni e probabilmente ha trovato l’omicida ad aspettarlo. Secondo i media italiani si tratterebbe di un 53.enne tunisino, un senzatetto al quale il prete forniva assistenza. «Aveva problemi psichici e dei provvedimenti di espulsione non eseguiti fin dal 2015», ha raccontato il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi. Ma la Questura non conferma i problemi psichici: «Non risulta né dalla documentazione medica che lo riguarda né dalle verifiche coi servizi sociali». Su di lui pende un provvedimento di espulsione datato 8 aprile e «sospeso» a causa della situazione dettata dal coronavirus.

Salvini: «Ha smesso di vivere per qualcuno che non aveva il diritto di vivere in Italia»

Il sindaco di Como Mario Landriscina ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si è unito «alla comunità di Como che piange la morte di don Roberto Malgesini, aggredito questa mattina da un senzatetto a cui il sacerdote aveva portato conforto». In un post su Facebook, Fontana ha sottolineato: «Da anni Don Roberto all’alba portava i pasti caldi ai poveri della città. Una vita dedicata agli ultimi, un esempio per tutti noi». «Don Roberto amava e curava gli ultimi e ha smesso di vivere per qualcuno che non aveva il diritto di vivere in Italia. Invece di ringraziare Dio e gli italiani per le possibilità che gli danno, li ringrazia a coltellate», ha invece detto il leader della Lega Matteo Salvini.

Davide Van De Sfroos: «Persone come lui sono frecce luminose»

«È una notizia che mi ha molto turbato e che ha lasciato un’intera comunità sconvolta». A parlarne al CdT è Davide Van De Sfroos, artista lariano che pur non conoscendo di persona don Roberto Malgesini, ha ben presente il suo operato nei confronti dei migranti. Era il prete degli ultimi, don Roberto. «Persone come lui sono frecce luminose capaci di illuminare la notte. Incurante delle multe, spesso si occupava anche di notte dei più bisognosi. Sono uomini mossi da una vocazione profonda, spinti dall’amore per i più deboli. Persone che non si fermano davanti alle difficoltà, né indietreggiano di fronte ai rischi e alle paure». «Un antidoto contro il male» Guardando al futuro, Van De Sfroos si augura che altri seguano le orme di don Roberto. «Mi rifiuto di pensare che l’esempio di don Malgesini vada sprecato. Saranno in tanti a rimpiangere una persona come lui e saranno molti a sperare che altri seguano il suo operato. In un mondo che troppo spesso si abbandona alla distruzione, uomini come don Roberto rappresentano un antidoto fondamentale. Un vero e proprio vaccino in grado di contrastare il male che sta divorando la nostra società».

Il tragico precedente di 20 anni fa

La città di Como nel gennaio del 1999 aveva vissuto un fatto tragicamente simile: nel quartiere di Ponte Chiasso venne ucciso a coltellate, da un immigrato al quale aveva dato accoglienza, il parroco don Renzo Beretta.

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  • 1 M.Sal
  • 2 Red. Online
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