Un altro focolaio a pochi passi dal Ticino: «Ma i frontalieri non c’entrano»

La storia

Re, in Val Vigezzo, da sabato è in zona rossa – La parola al sindaco Massimo Patritti

Un altro focolaio a pochi passi dal Ticino: «Ma i frontalieri non c’entrano»
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Un altro focolaio a pochi passi dal Ticino: «Ma i frontalieri non c’entrano»

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Vivo da re, cantava Enrico Ruggeri ai tempi dei Decibel. Un inno alle relazioni, all’amore ma anche a ciò che manca. E a Re, comune della Val Vigezzo a ridosso del canton Ticino, da sabato manca un po’ di libertà. Complice la zona rossa, ordinata dal presidente della Regione Piemonte fino al 26 febbraio compreso. Troppi i contagi, quantomeno in percentuale rispetto alla popolazione (poco meno di 700 abitanti). E, di riflesso, troppo alto il rischio che la variante si sia insinuata fra le curve, tortuose, della statale 337. Chiusi bar e ristoranti, chiuse anche le scuole. «Ma non stiamo certo vivendo il lockdown di un anno fa» afferma, con forza, il sindaco Massimo Patritti da noi contattato.

Vero, verissimo. Le persone possono uscire per fare la spesa, per dire. Non possono lasciare il comune,...

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