Controlli sul certificato: «Sì all’approccio soft»

Ristorazione

La Polizia cantonale ha avviato le prime verifiche dopo l’estensione del pass COVID – Chi sgarra rischia 100 franchi di multa e i proprietari la chiusura del locale

Controlli sul certificato: «Sì all’approccio soft»
© CdT/Chiara Zocchetti

Controlli sul certificato: «Sì all’approccio soft»

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All’indomani dell’introduzione del certificato COVID, oggi la Polizia cantonale – dopo una riunione di coordinamento con le Comunali – è partita con i primi controlli. «Chi deve mettere in atto il dispositivo sta ancora cercando di fare chiarezza su alcuni punti, quindi ci sarà un approccio piuttosto tranquillo. Punteremo sul dialogo e, laddove riscontreremo una grave lacuna delle direttive, scatteranno le sanzioni», spiega il capitano della Polizia cantonale, Athos Solcà. Per alcune attività – come bar e ristoranti – le direttive sono molto chiare e i controlli attraverso l’apposita app «COVID Certificate Check» sono semplici da effettuare, dice. Invece, «il problema si pone nell’interpretazione di alcune norme per chi esercita l’attività sportiva e culturale, ad esempio per i gruppi stabili di 30 persone, che secondo le direttive del Consiglio federale possono essere esentate dall’obbligo del certificato». Almeno nei primi giorni, la strategia sarà comunque «soft». Un errore, precisa il capitano della Polca, «può sfuggire». Banalmente, in un bar qualcuno potrebbe approfittare di un momento di distrazione di chi deve verificare il certificato per eludere i controlli. «Se su cento clienti se ne trovano uno o due senza pass, il nostro approccio sarà più morbido. Se invece la quasi totalità degli avventori non dispone del certificato e nessuno ha fatto i controlli agiremo di conseguenza». Cosa rischia chi non ha il pass? Per i clienti la multa sarà di cento franchi. Per i proprietari o i gestori dell’attività, invece, «verrà fatto un verbale e scatterà la segnalazione al Ministero pubblico, il quale deciderà la sanzione, in base all’infrazione commessa. La sanzione può arrivare anche alla chiusura del locale in base alla gravità della situazione». In generale, sono tre i livelli stabiliti dalla Polizia: «Il primo prevede controlli puntuali svolti nell’ambito della normale attività di polizia di prossimità. In sostanza, gli agenti delle Comunali e della Cantonale nei giri di pattuglia potranno decidere di fermarsi in una o più attività ed effettuare i controlli». Il secondo: controlli su segnalazione. «Qualche segnalazione è già arrivata negli ultimi due giorni. Manderemo quindi una pattuglia che verificherà la situazione». Infine, il terzo livello: i controlli durante le manifestazioni che prevedono il certificato COVID. «Non saranno azioni a tappeto, ma controlli puntuali. Se verranno riscontrati numerosi abusi, allora potremo valutare un’azione più ampia», precisa Solcà.

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