Coronavirus, il grande cuore della Protezione civile

EMERGENZA

Le «tute arancioni» del Cantone stanno facendo un lavoro lodevolissimo nella lotta alla COVID-19 - La testimonianza di un milite attivo all’hotline: «Cerchiamo di avere una parola di conforto per chi ci chiama, sono orgoglioso della nostra missione»

Coronavirus, il grande cuore della Protezione civile
© CdT/Zocchetti

Coronavirus, il grande cuore della Protezione civile

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Spesso passa in secondo piano rispetto all’Esercito. Ma stavolta, nel mezzo dell’emergenza coronavirus che ha messo in ginocchio il Ticino, la Protezione civile sta facendo un lavoro lodevolissimo per il bene della comunità in supporto agli altri partner del pronto intervento. Merita dunque di essere segnalato l’account Instagram attivato negli scorsi giorni (pci_ticino) che raccoglie immagini e video dell’impegno delle tute arancioni nella lotta alla COVID-19. Di tutte e sei le regioni/consorzi nelle quali è suddiviso il cantone: Tre valli, Bellinzonese, Locarno e Vallemaggia, Lugano Campagna, Lugano Città e Mendrisiotto. Nel primo mese della pandemia sono stati impiegati a Sud delle Alpi, nelle più disparate attività, oltre 600 militi; in particolare più di 350 nei presidi presso gli ospedali, 150 attivi all’hotline (0800 144 144) aperta dalle autorità per consentire alla popolazione di porre domande e sottoporre dubbi di natura sanitaria ma non solo ed un centinaio nei trasporti.

«È dura dal punto di vista mentale, ma siamo qui per i cittadini. Riceviamo richieste ad ampio raggio, non solo informative. È importante l’ascolto attivo, il fatto di capire bene la situazione dell’interlocutore perché riceviamo anche telefonate delicate di persone che hanno paura», è la testimonianza del capitano della PCi del Bellinzonese Andrea Huber, al fronte proprio presso l’hotline. È fondamentale, aggiunge un milite da noi interpellato, «avere una parola di conforto per tutti. Sovente chi telefona ha bisogno di parlare, di sfogarsi, soprattutto le persone che vivono l’isolamento in solitudine, e non hanno pertanto nessuno con cui dialogare. Noi ascoltiamo le loro preoccupazioni e le loro paure e cerchiamo di aiutarle. Sono orgoglioso di quello che stiamo facendo».

Il grande lavoro della Protezione civile è stato ricompensato, sabato scorso, dalle parole al miele del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi pronunciate in conferenza stampa, mentre oggi il direttore ed il direttore sanitario dell’ospedale La Carità di Locarno (centro COVID-19), rispettivamente Luca Merlini e Michael Llamas, hanno lasciato un videomessaggio emozionante: «La vostra vicinanza e il vostro sostegno sono importanti. Grazie mille per aver costruito il nuovo Pronto soccorso all’esterno del nosocomio, per essere al nostro fianco, per il fatto che possiamo contare su di voi e che sarà così anche in futuro. Ce la faremo, tutti insieme».

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