Coronavirus in Ticino: le spiegazioni da Berna

Epidemia

La conferenza stampa indetta dall’Ufficio federale della sanità pubblica dopo l’annuncio del primo caso in Svizzera nel nostro cantone

Coronavirus in Ticino: le spiegazioni da Berna
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Annunciato il primo caso di coronavirus in Svizzera, proprio in Ticino. Ecco la conferenza stampa indetta dall’Ufficio federale della sanità pubblica.

(Aggiornato alle 17.25)
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Stando alle autorità federali, rappresentate da Pascal Strupler, direttore dell’Ufficio federale della sanità pubblica, Daniel Koch, direttore della Divisione malattie trasmissibili e Gregor Lüthy, capo della Divisione campagne e comunicazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica, il primo caso in Ticino è un 70.enne contagiato nel corso di una manifestazione il 15 febbraio a Milano. I primi sintomi li ha manifestati già il 17 febbraio. L’uomo si trova ora ricoverato in isolamento in Ticino. «Le sue condizioni, hanno precisato le autorità, sono stabili e non vi sono pericoli per la popolazione».

Alain Berset, come annunciato, si trova oggi a Roma dove ha incontrato il ministro della sanità italiana e omologhi di altri Paesi in un vertice sul coronavirus. «Il caso in Ticino - è stato detto durante la conferenza stampa a Berna - non dovrebbe generare altri casi. Le autorità ticinesi stanno indagando sul caso e aggiungeranno altri dettagli in una conferenza stampa a Bellinzona, a Palazzo delle Orsoline».

Per quanto riguarda le scuole in Svizzera, le autorità hanno ribadito che non è prevista alcuna chiusura: «Naturalmente - è stato detto - se in una scuola ci fosse stato un caso positivo avremmo potuto chiuderla per ulteriori indagini, ma non è il caso al momento».

Non può al momento essere escluso che i parenti del paziente ticinese siano stati contagiati. Sarà premura delle autorità fornire altri dettagli al riguardo e sulle indagini effettuate finora. Eventuali persone entrate in contatto con la persona risultata positiva al coronavirus dovranno in ogni caso stare in quarantena.

La persona, hanno precisato i rappresentanti dell’Ufficio federale della sanità, aveva sintomi a livello respiratorio e si trovava a casa quando sono apparsi. Ora si trova isolato all’ospedale.

Le autorità federali sono in costante contatto con le autorità ticinesi a proposito del caso. È anche attivo il contatto con le autorità italiane per stabilire la catena di contagio.

«Misure ulteriori per la sicurezza della popolazione - ha detto Strupler - saranno prese se si avrà l’impressione di non avere più sotto controllo le catene di trasmissione del virus. Al momento non sono previsti provvedimenti restrittivi».

In quarantena in Svizzera, hanno fatto sapere le autorità, ci sono altre sette persone provenienti dalla Cina e chi si trovava a bordo della crociera in Giappone. Coloro che si trovavano invece in crociera in Cambogia non sono più in quarantena perché il pericolo per loro è stato scongiurato. Nei prossimi giorni il medico cantonale ticinese dovrà stabilire con chi è entrato in contatto il paziente ricoverato in Ticino.

«Non ci sono raccomandazioni di viaggio in questo momento - ha precisato Strupler -. Si consiglia tuttavia a chi si mette in viaggio di informarsi sulle località in cui si reca perché nel Nord dell’Italia ci sono paesi in quarantena da dove non è possibile uscire una volta entrati».

Conclusa la conferenza stampa a Berna è iniziata quella a Bellinzona, dove sono stati forniti ulteriori dettagli sul primo caso in Ticino.

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